Archivi del giorno: 15 febbraio 2018

La parola ai lettori

Pubblichiamo con piacere la mail di Giorgio Chini, scusandoci per il ritardo. Giorgio  ha commentato l’articolo “Dibattito sulle prossime elezioni   ” in questo modo:

” La probabilità che uno solo dei tre raggruppamenti abbia la maggioranza è bassa.
Nel caso di grande coalizione dx.centro.sx la certezza è l’incapacità di portare avanti alcun progetto andando quindi a premiare nelle altrettanto probabili elezioni anticipate il movimento 5 stelle. Forse è più opportuno che vadano loro, adesso, a dimostrare quanto sanno fare. Se riescono, bene, se non riescono pagheremo tutti un prezzo ma a mio avviso sarà più basso che rimandando.”

 Scriviamo alcune note che speriamo utili. Riprenderemo il discorso negli ultimi giorni della campagna elettorale.

Sembra certo, che nessuno dei tre grandi raggruppamenti (Centro Destra- Centro Sinistra – Movimento 5 Stelle) avrà la maggioranza assoluta degli eletti alla Camera e al Senato della Repubblica.

I capi dei raggruppamenti ripetono che puntano a vincere e che non faranno alleanze tra di loro. Intanto però circolano ipotesi per un governo di coalizione:

  • Forza Italia (FI) e Partito Democratico (PD);
  • Movimento 5 Stelle (M5S) e Lega;
  • M5S e Centro Sinistra (CS);
  • PD- FI-Liberi e Uguali (LeU).

Il collante sarebbe il programma, ma è difficile ipotizzare su quali linee programmatiche si potrebbe raggiungere un accordo. Possiamo poi pensare che ci siano spinte perché l’attuale Presidente del Consiglio Gentiloni resti nel suo l’incarico.

Una ipotesi ci pare plausibile tra quelle elencate per un governo nazionale: l’alleanza FI-PD-LeU. Qualche giorno fa Pietro Grasso, coordinatore di LeU, ha detto che il suo gruppo potrebbe essere disponibile per una maggioranza con l’unico obiettivo di scrivere la nuova legge elettorale prima di tornare al voto. Ma un governo non può avere il solo Ministro delle riforme istituzionali e l’Italia non può permettersi di essere senza governo. Ci sarebbero ministri e sottosegretari. A quel punto tutto diventa possibile, soprattutto perché gli eletti ce la metteranno tutta per conservare l’incarico a lungo. Come dici, nel caso di grande coalizione è probabile che il governo sia bloccato e incapace di portare avanti progetti di valore, favorendo così, alle nuove elezioni, il M5S. Di governo bloccato si parlava anche 5 anni fa, ai tempi del governo del Presidente del Consiglio Enrico Letta. Ma poi, 4 anni fa, il nuovo Presidente Matteo Renzi, oggi respinto da molti italiani, ha fatto fare un balzo in avanti all’Italia, in particolare sul piano economico e dell’occupazione. Anche un Presidente tipo Gentiloni potrebbe aprire nuove prospettive sulla base di un dialogo serio e sereno tra partiti.

Non possiamo invece condividere l’idea di lasciare spazio al M5S. Presentiamo alcuni tra i tanti motivi: che governo ci potremmo aspettare da alcune centinaia di parlamentari, la maggior parte dei quali si vedranno per la prima volta in Parlamento? Che progetto comune possono avere persone che neppure si conoscono? Governare non è come fare opposizione. Nella scorsa legislatura, poi, Beppe Grillo è stato guida ferrea del Movimento. Di Maio non è la stessa cosa. Reggerà il M5S? “Se non riescono – concludi – pagheremo tutti; ma è peggio rimandare”. No. Il rischio non è proponibile.

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