I cambiamenti in atto

Domande importanti sul mercato del lavoro

La ripresa che si constata è destinata a continuare o no?  ……… Siamo di fronte, o no, a una modifica strutturale del mercato del lavoro?

Difficile rispondere. Oggi, rispetto al passato, vediamo:

  • più occupati, ma anche più precari: aumenta la quota di lavoro precario, a tempo determinato;
  • i contratti sono meno garantiti dalla legge, a favore dei datori di lavoro; lavorare non garantisce un reddito sufficiente: molte famiglie con uno stipendio vivono in povertà;
  • nell’arco della vita si cambia lavoro più volte;
  • più giovani lavorano, ma peggiora la qualità del lavoro; a trainare la crescita sono soprattutto i contratti a termine.

Occorre capire perché molti imprenditori preferiscono questo tipo di contratto.

Le leggi sul lavoro hanno creato soprattutto posti di lavoro precari. Matteo Renzi : “Negli scorsi 4 anni si è puntato alla quantità del lavoro: a che molte persone trovassero una occupazione. D’ora in poi si dovrà curare la qualità dell’occupazione”. Non è accettabile che il 90% dei nuovi occupati, negli ultimi 2 mesi, abbia firmato un contratto a termine, prevalentemente per impieghi di basso valore, contratti stagionali legati a turismo e feste particolari, manifattura di bassa qualità. Padoan: “Se le imprese preferiscono il lavoro a termine, vuol dire che le norme sul lavoro vanno corrette, ad esempio ridisegnando gli incentivi alle aziende, da tempo esauriti. Comunque il Jobs act (la legge sul lavoro) ha avuto un ruolo molto positivo”.

Il bene dei nostri giovani e dei lavoratori in genere è che:

  • L’Italia abbia un governo forte, come quello degli ultimi 5 anni, in grado di dire la sua dove conta;
  • Germania e Francia aprano il confronto con l’Italia e con gli altri Paesi europei;
  • non ci sia un governo italiano diffidente verso l’UE, formato da Movimento 5 Stelle e Lega, che possa decidere o faccia percepire che l’Italia lasci l’Europa. Sarebbe il baratro davanti a noi.

 Moscovici, responsabile economico dell’UE: “L’Italia è indebitata; deve contenere il debito: più spende per pagare gli interessi meno spende per servizi pubblici utili alla popolazione”.

Nei confronti dell’Italia, gli investitori internazionali hanno un solo timore:

  • “Può andare al governo nazionale un raggruppamento che possa portare l’Italia fuori dall’euro?”.

Il Partito Democratico scommette sulla continuità. Gentiloni: “Abbiamo raggiunto livelli occupazionali eccezionali e i conti sono in ordine. Questi risultati sono costati sacrifici a famiglie, imprese e lavoratori: non possono essere dilapidati. Sarebbe irresponsabile. Tra gli obiettivi della prossima fase politica c’è quello di passare alla riduzione, graduale ma significativa, del nostro debito pubblico”.

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1 Commento

Archiviato in Elezioni Politiche 2018, Parere di Tito Brunelli

Una risposta a “I cambiamenti in atto

  1. Dina Fraizzoli

    buongiorno Marisa, finchè non mi dici che ricevi direttamente io continuo a
    trametterteli. Dina

    Inviata da Windows Mail

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