Parole di protagonisti: Il grazie a Renzi

Paolo Gentiloni riserva alla cara vecchia Europa una dichiarazione d’amore senza riserve, alla Macron: “Non dobbiamo avere paura di essere europeisti. Siamo consapevoli di quello che l’Europa ci ha dato negli scorsi decenni e sappiamo cosa ci può dare nei prossimi. Europa significa stato sociale, società aperta. Il nostro compito è restituire agli Italiani la fiducia nell’Europa. La campagna elettorale si vincono su questo discrimine: sì all’UE”. Con il ricorso costante al “noi”, Gentiloni sottintende una continuità tra gli ultimi tre governi (Letta, Renzi, Gentiloni). Gentiloni rivendica la sua impostazione seria e sobia; esorta a tenersi lontani dalla promozione di illusioni, della facile vendita di paure e del dilettantismo. Difende il lavoro di Renzi, che ha dimostrato un dinamismo straordinario. Annuncia che farà campagna elettorale per la “forza tranquilla” della sinistra di governo, esperienza che include Enrico Letta e recupera un filo rosso tra i 3 presidenti di questa legislatura

Emmanuel Macron auspica un bis di Paolo Gentiloni: “Non spetta a me esprimermi, me ne guardo bene; spetterà al popolo italiano. Però il futuro dell’Italia sarebbe ottimo ancora nelle mani di Gentiloni. Io sono stato contento di lavorare con lui negli ultimi mesi e consentitemi di dire che l’Europa ha avuto molta fortuna ad avere Paolo in questi ultimi mesi: un’Italia che crede nell’Europa è buona e positiva per l’Europa. Mi auguro che possiamo continuare il lavoro importante e ambizioso cha abbiamo avviato, per costruire un’Europa sovrana e unita”.

Pier Carlo Padoan: “In Europa andavamo con il cappello in mano. La politica renziana dei pugni sul tavolo ha pagato. In Europa vige un principio semplice: nei negoziati i Paesi ottengono risultati direttamente proporzionali alla loro capacità di rispettare le regole e essere riconosciuti come Paesi che rispettano le regole. L’Italia ha dimostrato di saper fare le riforme strutturali, mantenendo una politica di saldo della finanza pubblica non ballerina, ma costante.

Poi ci sono i rapporti tra leader: Renzi è stato molto efficace nell’affermare che l’Italia è un Paese credibile, anche perché ha dimostrato di esserlo. Il suo battere i pugni sul tavolo era sostenuto dalla credibilità. Il mio con Renzi è stato un rapporto interessante, faticoso, stimolante. In alcuni casi il governo prese decisioni che io avrei preso in modo diverso, ma alcune volte aveva ragione Renzi. Un’Italia forte, con le idee chiare serve all’Europa e può pretendere che l’UE cambi e sia vicina ai cittadini. Il principale merito di Renzi è stato dare una scossa all’Italia. Ha dato molto al Paese. Gentiloni sta dando molto in condizioni differenti”. Rispetto delle regole e crescita, in UE.

L’Italia deve molto a Renzi: ha tenuto in piedi una legislatura nata morta. Ha mostrato che c’era una vita da vivere, e che vita! Magari con qualche rischio. Proviamo a immaginare cosa sarebbe stato questo Parlamento senza l’ambizione e la spregiudicatezza di Renzi. Il fatto che la sua azione di governo ha attirato sul PD una impopolarità senza precedenti.

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Archiviato in Elezioni Politiche 2018, Parere di Tito Brunelli

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