Europa: mon amour

Torna l’Europa. Gli anti europeisti, pur essendo molto forti, perdono colpi, soprattutto con la vittoria elettorale di Macron, in Francia. Il possibile governo di grande coalizione in Germania (Angela Merkel – Martin Schulz) sta per rilanciare l’Unione Europea. E l’Italia cosa fa? Cosa propone? Cosa riferiscono gli ambasciatori dei Paesi europei in Italia ai loro governi? La campagna elettorale in atto è un viaggio nella fantasia: i candidati alla guida dell’Italia ne inventano ogni giorno una di nuove. Il Movimento 5 Stelle (M5S), primo partito italiano secondo i sondaggi, propone di cancellare la legge Fornero sulle pensioni (costo minimo per l’Erario: 25 miliardi l’anno) e Luigi Di Maio, candidato premier, afferma di voler tagliare il debito pubblico italiano del 40% in 8 anni, traguardo che gli esperti in materia assimilano alle favole. La Lega condivide la cancellazione totale della legge Fornero e Forza Italia, sua partner di coalizione, pare orientata ad associarsi dopo aver inizialmente sostenuto una parziale correzione della legge. Il PD, invece di preoccuparsi del futuro dell’informazione televisiva pubblica e del suo impatto culturale, lancia l’abolizione del canone TV. Liberi e Uguali, invece di pensare al rafforzamento degli atenei e alla qualità dello studio, che deve andare di pari passo con l’auspicato aumento dell’occupazione, sposa l’eliminazione delle tasse universitarie. Questo l’Italia distribuisce in Europa. Sono ingiusti e prevenuti i nostri Partner europei a guardarci con un po’ di sospetto? O quella che qualifica la campagna elettorale è una sciocca propaganda che solo degli sprovveduti possono ritenere che porti voti? Nessuno Stato europeo può permettersi di venir meno alle regole collettive per una severa gestione finanziaria. La nostra politica deve disegnare scenari futuri invece di distruggere quelli passati.

La discussione con Macron sulle riforme non sarà una passeggiata, ma produrrà, per reciproco interesse, una maggior integrazione europea. Prossimamente i Parlamenti tedesco e francese decideranno di creare un inedito “spazio economico franco-tedesco”.

L’Europa insomma si appresta a rimettersi in moto. L’Italia è pronta a fare la sua parte? Oggi no: non con questa campagna elettorale. L’Italia teme la vicinanza marcata franco tedesca, ma spinte alternative, capaci di far progredire il progetto europeo, non possano nascere dal nulla. Occorre un progetto forte, che può vedere, come accaduto in questi giorni con un incontro tra lo spagnolo Albert Rivera e Matteo Renzi, che impostano giustamente la questione non chiedendosi cosa debba fare l’UE per noi, ma cosa possiamo fare noi per l’Europa. La collaborazione stabile tra Spagna e Italia può essere una delle decisioni da prendere e da riempire di un comune progetto di UE. Certo, al cospetto del duo trainante franco tedesco noi dobbiamo avere il peso necessario per difendere i nostri interessi, più che mai in un periodo di riforme. Ma l’autorevolezza si merita con proposte, iniziative, credibilità politica e i numeri (ancora brutti) dell’economia. Le posizioni politiche oggi in Europa sono due. Una è formata da nazionalisti e da chi non vede oltre i propri interessi (pensiamo, in Italia a Lega, M5S e Fratelli d’Italia); l’altra è formata da chi pone al centro l’Unione Europea, per il bene che può portare a tutti. In questo gruppo ci possono stare Spagna, Italia, Francia, Germania, … e la parte di Forza Italia rappresentata da Tajani. In particolare, con l’uscita della Gran Bretagna, Roma e Madrid hanno l’occasione di entrare da protagonisti nell’UE, compensando il tandem franco-tedesco del Nord con quello italo-spagnolo del Sud. Macron ha proposto all’Italia un trattato tra Italia e Francia, ma non farà passare in secondo piano il trattato tra Francia e Germania. Semmai Macron vuole incoraggiare una riscossa europeista dell’Italia e acquisire un maggior potere contrattuale verso la Germania, essendo le istanze francesi e quelle italiane assai simili su punti qualificanti. L’Italia deve evitare di scoprirsi domani fuori dai giochi; deve evitare che una campagna elettorale autolesionista faccia dimenticare tanti suoi meriti, come quello sui migranti; deve riaffermare la sua dignità di paese fondatore dell’UE, in tempi di uscita della Gran Bretagna, di divergenze con gli Stati Uniti e di allontanamento degli Stati dell’Europa orientale. L’Europa sta guardando oltre. Non è ammissibile che la nostra campagna elettorale guardi indietro e ci inietti rancore. (Alcuni spunti per questo scritto sono presi dal giornalista Franco Venturini)

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2 commenti

Archiviato in Elezioni Politiche 2018, Parere di Tito Brunelli, Senza Categoria

2 risposte a “Europa: mon amour

  1. grazie, una interessante e attuale analisi. Attendo aggiornamenti. Buon lavoro, Dina Fraizzoli

  2. Dina Fraizzoli

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