Unione Europea: un passato da ricordare e da non ripetere

Mettiamo in moto la memoria: una decina di anni fa come era considerata l’Italia dall’Unione Europea e dal mondo? L’opinione comune era che fosse al tracollo: “Dopo la Grecia (spolpata delle sue ricchezze, dei suoi beni e della sua dignità, anche da organismi economici internazionali) tocca all’Italia: rischio fallimento”. L’Unione Europea (UE) poi riteneva che non ci fossero in Italia interlocutori politici all’altezza del compito di salvarla dalla bancarotta. Si moltiplicarono gli appelli al Presidente della Repubblica Napolitano, ritenuto l’unica autorità italiana affidabile, mente il Presidente del Consiglio Berlusconi non garantiva il buon governo. Berlusconi continua a parlare di quegli eventi come di un Colpo di Stato, illegale. Proviamo a ricordare le immagini televisive dei vertici dei capi di stato dell’UE: Berlusconi girava a vuoto; era isolato, sfuggito, addirittura deriso. Non gli rimaneva che fare le corna ai colleghi. Politica ed economia ritenevano il governo Berlusconi responsabile dell’economia spazzatura che condannava l’Italia alla deriva. Anche importanti alleati di governo hanno abbandonato Berlusconi, invitandolo a liberare il campo. Berlusconi stesso, riconoscendo la gravità della situazione, ha accettato di lasciare a Napolitano la libertà di correre ai ripari, arrivando a dimettersi e a lasciare spazio a Mario Monti. Berlusconi poi, con i capi dei principali partiti, ha convinto i suoi a votare a favore del governo Monti e ha chiesto a Napolitano di rimanere Presidente della Repubblica alla scadenza del suo mandato. E’ questo il Colpo di Stato?

Intanto però l’Italia aveva perduto ogni credibilità in Europa.

La scelta di Monti come nuovo Presidente del Consiglio è stata intelligente ed efficace: molti infatti in Europa conoscevano e stimavano Monti. Le prime decisioni del nuovo governo ‘tecnico’ hanno avviato una situazione nuova, approvata quasi all’unanimità dal Parlamento, anche da Berlusconi e da Forza Italia. La decisione più dura (ha fatto piangere molti italiani e la Fornero stessa) è stata la riforma delle pensioni (legge Fornero) che ha fatto recuperare all’Italia una valanga di soldi, rendendo possibile la ricostruzione. C’erano altre scelte, altrettanto efficaci? Certamente. Ma la grande maggioranza dei parlamentari era consapevoli che la riforma del sistema pensionistico, o altra altrettanto efficace, era obbligata. Hanno però preferito che a realizzarla non fossero loro: i ‘politici’, ma un governo di tecnici, sui quali (e su Napolitano) scaricare, negli anni successivi, tutta la rabbia accumulata.

Ma perché è così importante l’Unione Europea? Bastano due constatazioni:

….. l’UE ha regalato al nostro continente più di 70 anni di pace, dopo secoli in cui gli Stati (o simili) si sono massacrati per il predominio, fino ad arrivare a scatenare due guerre mondiali nel secolo scorso. Non ci poteva essere regalo più bello;

…….i singoli Stati europei, usciti più o meno distrutti dalla seconda guerra mondiale, non sono in grado di reggere il confronto a livello internazionale, soprattutto sul piano economico, finanziario, della difesa e della cultura. Realizzare una grande “Unione” è difficile, ma obbligatorio per poter vivere nel consesso internazionale con dignità e apportando un contributo culturale di prim’ordine, maturato dal mondo occidentale in millenni di storia.

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Archiviato in Elezioni Politiche 2018, Parere di Tito Brunelli, Riflessioni

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