Archivi del giorno: 27 gennaio 2018

Anni 2013–18: una legislatura tormentata

Si dice che noi Italiani abbiamo la  memoria corta. Proviamo a ripensare a come era ridotta l’Italia 5 anni fa. Anno 2013. Il neoeletto Parlamento nazionale nasce morto, senza nessuna maggioranza di  governo e perciò senza prospettive: non in grado di eleggere né il nuovo Presidente della Repubblica né il governo nazionale. Quella fase è rappresentata dagli inconcludenti colloqui tra Bersani (segretario del Partito Democratico – PD e vincitore mancato delle elezioni) e rappresentanti del Movimento 5 Stelle (M5S), nella vana attesa che Grillo acconsentisse, anche in modi originali, a un governo PD e M5S.

Si chiese a Giorgio Napolitano di restare Presidente della Repubblica fino al chiarimento della situazione. Lo chiese anche la gran parte del Centro Destra, con Berlusconi in testa. Napolitano, in Parlamento, nel suo discorso di insediamento, accusò parlamentari e partiti di incoscienza: di portare l’Italia alla dissoluzione. Impressionava vedere che i parlamentari criticati e svergognati battevano le mani, in piedi, come se ricevessero elogi. La coerenza però non è il nostro forte: negli anni successivi, fino ai nostri giorni, gli stessi che battevano le mani hanno attaccato e umiliato l’ex Presidente. E’ bene ricordarlo.

Mancava ancora un governo forte, con un Presidente all’altezza dl compito: lo esigeva la situazione economica e sociale dell’Italia. Cosa ha permesso di realizzare l’obiettivo? Ci siamo abituati a parlarne male, ma la decisione di Angelino Alfano, di Maurizio Lupi, della Lorenzin, di Cicchitto e di parecchie decine di parlamentari eletti nelle liste di Forza Italia, è stata fondamentale e molto utile per l’Italia. Questo gruppo, che si è sempre dichiarato di Centro Destra, è stato determinante per poter mandare avanti la legislatura, sostenendo un governo a guida PD, con lo scopo di far uscire l’Italia dalla crisi economica, tanto pesante da poter travolgere il popolo italiano. Il nuovo governo ci ha permesso di tornare in Europa a testa alta, con progetti di risanamento e di crescita.

Intanto correva il rischio di travolgerci la questione immigrazione. Continua a leggere

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