I nuovi concittadini

L’arrivo tra noi di persone provenienti da tutto il mondo cambia il volto di Verona, dell’Italia e dell’Europa. Il  fenomeno migratorio non va subito, ma governato per il bene di tutti, tenendo presente che, nel tempo, i diversi diventeranno concittadini. Il futuro dei Veronesi è garantito se tutti, di diversa origine e cultura, vivremo la città insieme: da protagonisti. Prefettura, Comuni e gruppi locali disponibili e preparati devono essere gli attori dell’accoglienza, che non va lasciata alla buona volontà di alcuni. Particolare attenzione va a quanti intendono diventare figli della nostra terra. Chi vive a Verona non ha difficoltà a procurarsi cibo e tetto. Finché studiano e si preparano culturalmente; finché la città assicura loro una vita dignitosa; finché la loro posizione in Italia diventa chiara; è giusto che gli immigrati lavorino gratis, occupando bene il tempo per sé e per la città. Non è dignitoso ed è controproducente che immigrati giovani e forti chiedano l’elemosina. Quando saranno autorizzati a rimanere in Italia, la cura del territorio può diventare lavoro retribuito, per chi lo cerca. Il lavoro c’è. Pensiamo alla cura delle Torricelle, dei bastioni, dei boschi, dell’Adige, del Lorì, dei corsi d’acqua, delle risorgive, degli spazi verdi. Pensiamo a pulizia e manutenzione delle strade; alla cura, con guide esperte, delle aree nei pressi delle mura, dei forti, degli spazi abbandonati, di tutti gli ambienti che aspettano cure e attenzione. Pensiamo all’agricoltura e all’allevamento del bestiame, a parecchi lavori artigianali, …

Verona condivide le proposte dell’Unione Europea tendenti a finanziare attività culturali, economiche e sociali nei Paesi di provenienza dei migranti, nella consapevolezza che quei popoli, per crescere, hanno bisogno delle loro energie giovanili. Verona muoverà città italiane e governi nazionale ed europeo al fine di individuare, allargare e finanziare, nei luoghi di provenienza degli immigrati, esperienze positive in atto in agricoltura, artigianato, commercio, industria, materie prime e cura del territorio, … Queste attività possono essere promosse da autorità e da gruppi locali o internazionali, da gruppi misti, da esperienze sostenute da organizzazioni promosse da enti religiosi o da Onlus riconosciute, contribuendo ad aprire prospettive di vita in quelle terre. Occorre coordinare e controllare le esperienze in atto, anche sul piano finanziario.

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