Chi votiamo? – 10 – Michele Bertucco

La città ha valutato positivamente l’opera di Bertucco come consigliere comunale; merita riconoscenza per quello che ha fatto e che farà. E’ capace e impegnato. La valutazione che facciamo di lui è diversa da quella degli altri candidati sindaco, dei quali si possono dire tante cose e il loro contrario. Nessun veronese può garantire che Sboarina, Salemi, Bisinella, Gennari, Bussinello, Croce, Giorlo, Grigolini saranno un Sindaco all’altezza del compito, in un tempo duro per la politica. Prima dobbiamo vederli alla prova. Guardiamo a loro con speranza, ma anche con apprensione, senza certezze. Il discorso vale anche per chi negli anni ha ricoperto ruoli politici e amministrativi, più o meno rilevanti. Non è lo stesso per Michele Bertucco. Lasciando da parte i ruoli civici ricoperti, quello che tutti sappiamo è che Bertucco, una volta eletto consigliere e riconosciuto come capogruppo del PD nel Consiglio comunale di Verona, si è dato da fare come pochi. Con una presenza costante, attenta, competente, critica, ma anche propositiva, ha conosciuto la macchina comunale; ha studiato ogni delibera; ha seguito quanto si muoveva in città; ha messo il dito nelle piaghe dell’Amministrazione e, in particolare, del sindaco Tosi, del vicesindaco e assessore all’Urbanistica Vito Giacino e di altri assessori. Se non ci fosse stato lui, i danni dell’Amministrazione si sarebbero concretizzati senza controllo. L’unica critica consistente, dal punto di vista amministrativo, è che non doveva limitarsi a criticare, ad abbattere, a essere contro; doveva essere propositivo e indicare il bene della città. E’ facile far presente che la presenza propositiva è compito del partito e del gruppo consiliare, che non si sono visti. La responsabilità principale va cercata nel partito, in particolare nei suoi responsabili, e nel gruppo consiliare, non nell’unica persona che ha fatto il suo dovere e si è impegnata a tutti i livelli. Bertucco non va beatificato preventivamente, però la verità va detta.

E’ altrettanto vero che non ci sono garanzie che un bravo oppositore sia anche un bravo amministratore, ma l’aver dato prova di saper lavorare e produrre attira le simpatie di chi è libero nel giudizio.

Contro indicazioni: Michele Bertucco si è circondato di candidati che impersonano esperienza politiche superate;

appare un solista più che uno che sollecita collaborazione e impegno comune; è aggressivo e invadente. I suoi ‘mali’ principali sono che ha contribuito a spaccare il ‘Partito Democratico’ e che non arriverà al ballottaggio: non sarà perciò sindaco. Negatività queste di primaria importanza per chi è portatore di idee, di programmi, di un’idea di città. Noi infatti siamo entrati nell’impresa politica per vincere le elezioni comunali: unico modo per dare una svolta alla disastrosa Amministrazione cittadina.

Ognuno farà la sua scelta in vista dell’11 giugno. Verificheremo i comportamenti tra il primo turno elettorale e il ballottaggio.

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Archiviato in Elezioni comunali 2017, Parere di Tito Brunelli

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