Archivi del giorno: 2 giugno 2017

Chi votiamo? – 3 –

Giova ripetere: il Comune vende e guadagna molti soldi

Palazzo Forti :                                   33.000.000

Palazzo del Capitanio :                    18.000.000

Palazzo Gobetti :                               6.400.000

ex caserma Principe Eugenio :          3.000.000

ex Magazzini Generali :                   30.000.000

ex bar Borsa :                                     3.911.000

Palazzi Scaligeri :                              30.000.000

Biblioteca Civica :                             30.000.000

Immobili venduti a AGEC e ATER : 16.000.000

Farmacie :                                         40.000.000

AMIA :                                              20.000.000

Azioni Fiera :                                   30.000.000

Il sindaco Tosi: “Nei primi anni di Amministrazione abbiamo pareggiato i conti comunali vendendo immobili e utilizzando AGEC. Nel 2011 abbiamo salvato i conti comunali vendendo quote della Fiera. Abbiamo salvato il bilancio 2012 grazie ai milioni pervenuti da AGSM, cedendole in cambio AMIA”.

Negli anni successivi il grande finanziamento, intorno ai 100 milioni, è venuto da AGSM.

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Chi votiamo? -2-

Il bene di Verona richiede la sconfitta elettorale del sindaco Tosi

Nessun Sindaco ha venduto tanti beni pubblici come Flavio Tosi:

  • immobili che erano proprietà dei cittadini e che hanno qualificato in passato l’Amministrazione: i palazzi Forti, Gobetti e del Capitanio, gli ex Magazzini Generali, il teatro Ristori, la caserma Principe Eugenio, l’ex bar Borsa, le ex scuole Bon Brenzoni. La precedente Amministrazione ha venduto castel San Pietro;
  • azioni della Fiera di Verona, per circa 30 milioni;
  • territori pubblici, vasti, delicati e preziosi, hanno visto proliferare, in numero e grandezza spropositati grandi centri commerciali e grandi strutture di vendita, a Verona Sud (definita “capitale mondiale dei centri commerciali”: Adigeo, Bricoman, Esselunga, Eataly, Palazzina), a San Michele e in Borgo Milano.

Il territorio è stato venduto a fette, impedendo  così utilizzi di pregio, a servizio della città, come la sognata nuova piazza Bra nell’area degli ex magazzini generali: la grande piazza di Verona Sud, la piazza del bello, del nuovo, della cultura; sede di enti pubblici (USSL 9, Comune, Archivio di Stato) e privati (Unicredit, categorie professionali). Il Sindaco ripete che le sue decisioni aumentano i posti di lavoro; nulla dice della chiusura di centinaia di piccole strutture territoriali di vendita. L’Amministrazione ha incamerato molti milioni; ma ogni volta che il Comune vende Verona diventa più povera e i “gioielli di famiglia” diminuiscono. Il sindaco Tosi ha venduto, come nessuno prima di lui, il patrimonio dei cittadini senza informarli, senza interpellarli preventivamente e utilizzando mezzucci che non fanno onore, come la collocazione delle delibere di  vendita nel bilancio comunale presentato per il voto del Consiglio comunale all’ultimo momento, per cui votare contro significava far cadere l’Amministrazione. Continua a leggere

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