Archivi del mese: Mag 2017

L’Unesco ha proclamato tutto il centro storico di Verona “patrimonio dell’umanità”

Il progetto concreto: vivere la città a partire dalle piazze

In ogni Circoscrizione una piazza Bra e una via Mazzini. Per far rivivere tutta la città, prevediamo che, come il centro storico è caratterizzato da piazza Bra e via Mazzini, ci siano altri sette centri cittadini, uno per ciascuna delle altre Circoscrizioni:

Circoscrizione 2 : piazza Vittorio Veneto – via Todeschini – Arsenale;

                        3 : Borgonuovo: piazza delle Casette – via Selinunte –

                               piazza dall’Oca Bianca;

                          4 : Santa Lucia: piazza dei Caduti – via Mercante;

                           5 : Borgo Roma: piazza Nikolajewka – via Scuderlando –

                                     Parco San  Giacomo;

                           6 : Borgo Venezia: piazza Libero Vinco – via Cignaroli –

                                   campi sportivi;

                            7 : San Michele: piazza del Popolo – via Unità d’Italia;

                            8 : Valpantena: piazza di Montorio – piazza Penne

                                     Nere;

Negli spazi indicati, chiusi al traffico nei fine settimana, l’Amministrazione curerà iniziative di ritrovo, culturali, musicali, commerciali, di immagini, di gioco all’aperto, di ballo, … I Veronesi impareranno a uscire di casa, per stare insieme, in festa e anche per riflettere sulle esigenze della città. L’inversione di abitudini di vita è evidente. L’esito sarà positivo per tutte le fasce d’età, anche dal punto di vista della salute e della crescita economica.

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La città delle molte piazze

Una volta individuate le piazze come luogo di riferimento per far rivivere Verona e per costruire comunità, occorre verificare le possibili conseguenze. La prima appare evidente: se è condiviso da molti che Verona è città bella, ricca di fascino e di attrattiva, è altrettanto vero che molti concittadini aggiungono: “Giusto, se ci riferiamo al centro storico e ad alcuni quartieri; altri territori però sono brutti, abbandonati e sporchi: se è possibile meglio scappare”. L’obiettivo è perciò che Verona diventi tutta bella, in tutti i suoi quartieri. Primo passo: 7 gradi piazze, con piazza Bra, qualificheranno il territorio della città. Le piazze dei nostri quartieri e dei nostri paesi, nel corso della storia, sono state fondamentali centri della vita comunitaria, anche dal punto di vista economico. Possono diventare ancora il luogo della comunità, in cui ci ritroviamo per sentirci forti e importanti, per chiacchierare, per combinare affari, per discutere sul da farsi, per litigare e per divertirci, Continua a leggere

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Il nuovo progetto di città parte dai quartieri

Nella campagna elettorale in atto tutti  i candidati sindaco mettono al centro dei loro programmi i quartieri, le periferie. Non è una novità. Il problema è se diranno le stesse cose il giorno successivo alle elezioni. Negli ultimi 25 anni non è avvenuto. Un amministratore non può fermarsi alle enunciazioni di principio; deve mostrare cosa vuol dire ripartire dai quartieri. Deve spiegare quali scelte consentiranno ai quartieri cittadini di non essere periferie abbandonate, ma città bella, vivibile e visitabile come il centro storico: belli in una città tutta bella. Un quartiere cittadino, come Borgo Trento o Borgo Roma, se decide di rispondere ai bisogni dei suoi abitanti, ha esigenze proprie, che possono essere diverse ida quelle di altri quartieri e nei centri un tempo autonomi, come Parona, Ca’ di David, San Massimo. La città è varia. Ogni suo angolo ha caratteristiche proprie e contemporaneamente deve essere una ricchezza per tutta la città. Fino a qualche decennio fa, Avesa e Parona erano comunità vive autonomamente organizzate. Altrettanto Palazzina e Montorio. E oggi? I centri minori devono conservare la loro identità? Devono essere comunità che vive in se stessa o devono crescere armonicamente nel contesto cittadino? Torna il punto di partenza: “Come pensiamo la Verona del futuro?” .

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Ripartiamo in luglio in vista del 2022

………………….appello di Tito Brunelli

Con chi è disponibile, nel prossimo luglio mettiamo in moto un gruppo di riflessione politica su Verona: incontro quindicinale (è il minimo, vista l’impresa), per un tempo lungo (5 anni). Domanda ovvia: “Quali sono gli obiettivi?”. Analizzeremo la nostra città; ci chiederemo come può creare condizioni di benessere per chi la abita e diventare più bella e attraente. Occorreranno pazienza, sopportazione tra diversi e attesa di novità grandi. Metteremo in moto competenze e disponibilità dei cittadini. Un gruppo di base garantirà continuità e impegno. Avremo gruppi a tema. Organizzeremo assemblee pubbliche (una ogni due mesi?). Un lavoro di questo genere porrà all’attenzione le persone migliori, le più impegnate, quelle capaci e all’altezza del compito di indirizzare Verona. All’avvicinarsi delle elezioni comunali del 2022, se avremo lavorato bene, chi si sarà impegnato diventerà interlocutore forte dei cittadini e dei partiti politici. Questo è l’impegno che dobbiamo alla nostra città e ai nostri concittadini. Se i partiti politici imboccheranno la strada indicata, noi saremo da stimolo. Non lo faranno purtroppo. Se non ci muoviamo, l’alternativa è chiara: ritroveremo Flavio Tosi come sindaco di Verona degli anni 20. Può succedere perché, oggi, a chi chiede chi può essere sindaco di Verona, una parte ragguardevole della popolazione dice: “Flavio Tosi”: Continua a leggere

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Note di Tito Brunelli:8

Un modello per noi

Il secondo dopoguerra: La farfalla

1945. Intere aree urbane distrutte. Segni di bombardamenti soprattutto nell’area della stazione ferroviaria. Politici e tecnici pensavano alla Verona che doveva rinascere. E’ diventata utile l’immagine della farfalla: il corpo lungo corrisponde alla linea ferroviaria; una delle due grandi ali è in direzione nord, l’altra in direzione sud. La differenza tra le due ali è sostanziale: l’ala nord era bella e recuperabile, con piazza Bra e il centro storico; mentre l’ala sud era da ripensare e da costruire: una grande occasione. Emergeva l’idea di una nuova grande piazza nello spazio in cui sorgevano i Magazzini Generali: la piazza della modernità, della bellezza, della cultura. Vicino è stata collocata la ZAI (zona agricola e industriale). Amministrazione e privati hanno sviluppato attività agricole e industriali, che hanno dato vigore a Fiera, Magazzini Generali, Verona Mercato, Quadrante Europa, Manifattura Tabacchi, Officine Adige, Biasi, Polo Scientifico e Tecnologico. Contemporaneamente crescevano l’Università, Fondazione Arena, Estate teatrale, Teatro Filarmonico, Teatro Ristori, … Continua a leggere

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Note di Tito Brunelli:7

Ci poniamo ancora la prospettiva del bello ?

L’affascinante centro storico di Verona è quasi immutato da decenni. Bene? Male? Ciò che è bello è bello; ma un tesoro universale, riconosciuto come tale dall’Unesco, va curato, protetto, abbellito; altrimenti è destinato al degrado e alla selezione tra spazi noti e visitati e altri ai margini, ignorati da una popolazione distratta. Pensiamo alle Boccare, fortificazione militare nei pressi di Santo Stefano, di rara bellezza e di valore storico, architettonico e militare Quanti veronesi conoscono questo luogo? Pensiamo a Porta Palio. Sappiamo che esiste; ma quanti veronesi e turisti la visitano? Dobbiamo ringraziare i volontari che hanno recuperato, ristrutturato e aperto questa porta, rendendo visitabili anche alcuni cunicoli sotterranei. Se confrontiamo Porta Palio e Porta Nuova, notiamo la cura che qualifica Porta Palio e l’abbandono di Porta Nuova. Oggi (sarà così anche domani?) Porta Palio è visitabile; Porta Nuova è cadente e chiusa.

Uno studioso: “C’è la politica dei grandi scenari, delle grandi scelte; c’è la piccola politica che pone le scelte amministrative quotidiane al servizio del recuperare voti; c’è la politica tesa a sconfiggere l’avversario (spesso l’ex amico o l’amico ufficiale). La politica del farsi la guerra tra ‘amici’ è di gran lunga la più diffusa: porta alla morte della politica stessa. Continua a leggere

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Note di Tito Brunelli:6

Ho dovuto ricredermi

Non si può scappare: questa è la città e questo è il mondo in cui siamo chiamati a vivere da protagonisti. Per i credenti questo è il luogo e il tempo (non ce n’è un altro) in cui incontriamo Gesù morto e risorto. Quando, nel 1992, sono entrato nella politica attiva, ritenevo ovvio che le prospettive dei ‘politici’ fossero il bene della città e i problemi dei cittadini, da coinvolgere come protagonisti del loro presente e del loro futuro. Ho dovuto ricredermi: mai quei ‘politici’ hanno coinvolto i concittadini nella costruzione della città. Di programmi si parlava (poco, male e in termini generici) sulla stampa: poche però le informazioni; quasi nullo il coinvolgimento. I temi erano stranoti, sempre quelli da decenni: in primo piano traforo, filobus, mobilità, inceneritore, interventi urbanistici; saltuariamente, pubblica istruzione, servizi sociali, servizio sanitario, cultura, fondazione Arena, Arsenale, musei, valori di riferimento. Quasi mai sono emerse proposte per affrontare e risolvere urgenze quali il lavoro dei nostri figli e il riconoscimento sociale ed economico delle nostre famiglie, unica certezza a servizio della crescita delle persone, in particolare delle più bisognose. Guardiamo solo il nostro quartiere. Continua a leggere

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