Adige nostro

Da molto tempo il rapporto tra noi Veronesi e il nostro fiume è quasi inesistente. L’Adige, bellezza che ci è stata consegnata , può ridiventare parte viva della città. Interventi possibili:

1)Lo spazio nord ovest, in ingresso in città fino a ponte Catena, con centralità Parona, viene riqualificato come area balneare sul modello delle spiagge lacustri e marine, a disposizione di bagnanti e di persone che cercano tranquillità. L’area sarà attrezzata con punti di ristoro, bar, ombrelloni, sdraio. E’ da verificare l’utilizzo della prima metà del grande invaso della diga di Chievo, per imbarcazioni, attrazioni, competizioni natatorie per ragazzi e adulti.

2)E’ da riscoprire il percorso sud est dell’Adige, in uscita dal territorio cittadino, tra località Boschetto, Porto San Pancrazio, Giarol Grande, San Michele e zona Lazzaretto. Prevediamo piccole spiagge e spazi attrezzati per il passeggio in un ambiente stupendo, percorsi ciclabili, feste di comunità all’aperto, attrazioni, orti, iniziative per scolaresche alla scoperta di affascinanti ambienti naturalistici, maneggio cavalli, presenza di animali. Lo spazio, oggi lasciato a se stesso, è molto bello; può diventare area della festosa convivenza. Sono da valorizzare l’isola nell’Adige, la fattoria ecologica con la presenza di animali, la presenza di Villa e parco Buri, il Lazzaretto e tutto il territorio, da attrezzare anche per feste di matrimoni e di compleanni, per incontri di associazioni e gruppi organizzati, per un paio di agriturismo e simili.

3)Particolare attenzione meritano gli spazi lungo l’Adige in attraversamento

della città, da ponte Catena al Boschetto. Ci riferiamo al grande prato tra la scuola “Dante Alighieri”, San Zeno e il fiume, con importanti mura storiche in degrado – all’area tra la chiesa di San Giorgio in Braida e l’Adige, in uno scenario di straordinaria bellezza – all’ex Dogana in quartiere Filippini. Possono diventare spiagge attrezzate, siti ludici, sportivi e ricreativi, con corsi di ginnastica aerobica, arti marziali e simili.

Possono tornare a disposizione dei cittadini e dei turisti lungadige Panvinio e Rigaste San Zeno, con percorsi che ospitano il mercato dell’antiquariato e il mercato delle novità. Sono da recuperare piccoli spazi, oggi privatizzati e inaccessibili lungo il fiume: angoli sconosciuti e affascinanti diventeranno luoghi di incontro, di ristorazione e di gastronomia veronese, di ascolto di musica, di poesia, di brevi opere teatrali. Si può pensare a piazzole- siparietti illuminati; a balconi lungo il percorso in città, allietati da vivande e musiche di qualità. – I ponti sull’Adige possono diventare balconi con cascate di fiori che lambiscono l’Adige e allietano l’ambiente.

Sperimenteremo  tratti di navigabilità, utilizzando imbarcazioni adatte al nostro fiume: natanti tradizionali, hovercraft, chiatte (anche con ristorazione). Le difficoltà sono superabili garantendo percorsi con una quantità d’acqua sufficiente. Nei periodi di scarsità d’acqua si eviterà l’uso di imbarcazioni.

Guardiania, noleggio di imbarcazioni e di attrezzature, manutenzioni, chioschi, musica e arte saranno occasione di lavoro per cooperative di giovani e per gruppi di artisti, capaci di far amare Verona da concittadini e turisti, anche con iniziative culturali, opere teatrali all’aperto, concerti, …

Sogni? No. Sono progetti fattibili, appetibili da parte del Comune e da privati in accordo con il Comune.

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Archiviato in Elezioni comunali 2017, Parere di Tito Brunelli, Riflessioni, Urbanistica

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