Il nuovo progetto di città parte dai quartieri

Nella campagna elettorale in atto tutti  i candidati sindaco mettono al centro dei loro programmi i quartieri, le periferie. Non è una novità. Il problema è se diranno le stesse cose il giorno successivo alle elezioni. Negli ultimi 25 anni non è avvenuto. Un amministratore non può fermarsi alle enunciazioni di principio; deve mostrare cosa vuol dire ripartire dai quartieri. Deve spiegare quali scelte consentiranno ai quartieri cittadini di non essere periferie abbandonate, ma città bella, vivibile e visitabile come il centro storico: belli in una città tutta bella. Un quartiere cittadino, come Borgo Trento o Borgo Roma, se decide di rispondere ai bisogni dei suoi abitanti, ha esigenze proprie, che possono essere diverse ida quelle di altri quartieri e nei centri un tempo autonomi, come Parona, Ca’ di David, San Massimo. La città è varia. Ogni suo angolo ha caratteristiche proprie e contemporaneamente deve essere una ricchezza per tutta la città. Fino a qualche decennio fa, Avesa e Parona erano comunità vive autonomamente organizzate. Altrettanto Palazzina e Montorio. E oggi? I centri minori devono conservare la loro identità? Devono essere comunità che vive in se stessa o devono crescere armonicamente nel contesto cittadino? Torna il punto di partenza: “Come pensiamo la Verona del futuro?” .

Se prendiamo sul serio l’idea delle molte centralità e tentiamo di realizzarla, cambia la visione della città e l’Amministrazione deve indirizzare le sue attenzioni in modo nuovo. Sta a noi decidere. Proponiamo un modello: programmare, accanto a piazza Bra e a via Mazzini, altre sette grandi piazze centrali nella città di Verona, come luoghi dell’inventiva, dell’aggregazione e della rinascita diffusa (il contrario dei centri commerciali). Non solo: prevediamo altre 20 piazze (da avviare 4 all’anno): una decina con l’obiettivo di riqualificare gli antichi comuni, poi inglobati nella città; 5 nelle periferie e 5 nel centro città. Tra queste via Stella e le piazze San Nicolò e Nogara, destinate al gioco serale dei bambini fino a 10 anni e delle loro famiglie – piazzale Olimpia per il passatempo serale per persone da 10 a 100 anni – piazza dei Signori come piazza della poesia, sul modello di Benigni a Firenze) – … Dedichiamo qualche minuto a vivere dentro di noi la Verona che valorizza e gode le sue piazze: 8 grandi e belle come piazza Bra e via Mazzini, in tutto il territorio (daranno un volto nuovo alla città, come luogo di crescita, di incontro, di festa) e 20 come piccoli gioielli per i cittadini: luoghi di riferimento per far rivivere Verona e per costruire comunità e festa. Obiettivo: rinnovare la città e in particolare le periferie e i centri minori, a partire dalla valorizzazione delle loro piazze come luogo dell’incontro, della festa, della riflessione sul presente e sul futuro. Per costruire il progetto di ogni piazza vanno coinvolti i cittadini disponibili e le loro associazioni: commercianti, ambientalisti, alpini, gruppi locali, associazioni legate al territorio, esercito, forze dell’ordine, scolaresche, gruppi disponibili, in particolare giovanili.

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Archiviato in Elezioni comunali 2017, Parere di Tito Brunelli, Riflessioni, Urbanistica, Verona e il suo Territorio

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