Le grandi opere

Su di queste il sindaco Tosi gioca tutto se stesso nell’ultimo periodo della sua Amministrazione: Passante Nord con traforo – ArsenalefilobusVariante 23.

Sindaco Tosi: “Dopo la mia uscita dalla Lega e il rimpasto in Giunta, ho preso in mano io i grandi progetti. Per 8 anni se ne erano occupati gli assessori delegati. Se li porteremo in porto sarà solo per il mio lavoro, non per quello fatto prima. Lavoreremo fino all’ultimo giorno per la città: siamo fiduciosi che il dopo elezioni sarà all’insegna della continuità”. Sulle grandi opere è lotta totale.

Passante Nord, con traforo delle Torricelle e ponte sull’Adige.

Spesa prevista: 800 milioni: 500 per i lavori veri e propri; 300 per manutenzioni e oneri di gestione.

Luglio 2016. Sindaco Tosi: “I lavori dovevano partire quattro anni fa. La crisi economica ha fatto saltare alcune imprese, tra cui la “Mantovani. Ora il progetto va avanti.

Aspettiamo:

– il via libera del CIPE al piano finanziario dell’autostrada Brescia-Padova (A4), con i 53 milioni per il traforo. La spinta sarebbe forte.

– l’azienda capofila, con dimensioni tali da sostenere un progetto del genere e ottenere credito bancario. Poteva essere la “Mantovani”. Può essere Abertis, grande azienda spagnola che, da poco tempo, gestisce l’autostrada A4. Oggi è in campo un’Ati (associazione temporanea di imprese) guidata da Technital, sulla base di un project financing.

– i parcheggi scambiatori, senza i quali l’opera non potrà entrare in esercizio: quello di Ca’ di Cozzi prevede 202 posti auto, un autolavaggio e una zona coperta a servizio dell’utenza; quello di Verona Est, con aree di sosta e strutture di servizio. Dovrebbero essere pronti prima dell’avvio dei lavori.

– la riscossione, sollecitata anche dai tecnici comunali, della fideiussione di 8 milioni firmata da Technital al momento dell’aggiudicazione della gara, nel 2011. Sarebbe però il colpo di grazia per il traforo e per Technital, che chiuderebbe i battenti. La sua salute, oggi precaria, è decisiva per la sorte delle grandi opere a Verona.

– l’attestazione (fondamentale) che istituti di credito ritengono potenzialmente finanziabile il nuovo progetto (bancabilità).

– il completamento dell’ultima fase di gara.

– la riduzione dei costi di meno del 20%. La normativa infatti prevede che se la variazione dei costi supera il 20% del totale, la modifica del progetto si considera sostanziale, con conseguente obbligo di rifare da capo la gara. Se invece i costi diminuiscono fino al 20%, la modifica è considerata non sostanziale e si può procedere.

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Archiviato in Amministrazione Tosi, Elezioni comunali 2017, Urbanistica

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