Considerazioni conclusive di Tito Brunelli -4-

Spunti

Abbiamo messo in risalto la positività di parecchi interventi di AMIA e il fatto che i buoni risultati sono legati all’intraprendenza del presidente. Il rischio è che il successivo presidente non continui sulla strada dell’innovazione continua. E’ l’organizzazione complessiva che garantisce il futuro dell’azienda, alla quale i singoli aggiungono il loro apporto.

Irrita il verificare che parecchi “politici”, anche presidenti di aziende comunali, a distanza di poco tempo e sugli stessi temi, fanno affermazioni contrastanti: oggi condannano pesantemente progetti e scelte dell’Amministrazione Tosi, che fino a pochi anni (o mesi) fa sostenevano “con convinzione”. Paolo Paternoster, ad esempio, quando era nelle grazie di Tosi ne difendeva, senza tentennamenti, decisioni e affermazioni; oggi si schiera tra i nemici del sindaco. Assistiamo con pena.

Preoccupante e capace di allontanare molti dalla politica è annunciare tempi certi per concludere progetti del Comune e non mantenere la parola, con slittamenti di anni, talora anche di decenni. Lo verifichiamo in AMIA circa la gara per scegliere l’azienda che smaltirà i rifiuti.

Questione determinante, in AMIA, è conservare il posto di lavoro dei dipendenti.

Il Comune punta sulla gara pubblica. E’ un rischio. Giustamente i lavoratori sono preoccupati. Se avrà ragione l’Amministrazione, saremo tutti contenti: lavoratori, amministratori, dirigenti e cittadini. Se per i lavoratori andrà male, anche solo per una diminuzione dello stipendio, come saranno valutate le responsabilità dell’Amministrazione e di AMIA?

Smaltimento rifiuti. Ce la faranno Verona e il Veneto a smaltirli, tenendo conto che Ca’ del Bue non sarà inceneritore? Cigolini, ex dg di AGSM, è chiaro: “Non abbiamo la possibilità di smaltire tutti i nostri rifiuti. Dovremo trasportarli fuori Regione, con spese notevoli. Pagheranno i cittadini”. Se fosse vero la preoccupazione sarebbe grande. Altri amministratori ed esperti affermano che il Veneto (non Verona) è autosufficiente in questo settore. Domanda ovvia: qualcuno sa dare dati certi e definitivi sulla questione, lasciando da parte la propaganda politica?

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Archiviato in AMIA, Aziende partecipate, Commenti, Parere di Tito Brunelli, Riflessioni

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