Considerazioni finali di Tito Brunelli. (3)

A ognuno il suo compito. Altrimenti tutto si sfascia

Quando mancano i soldi un Sindaco cosa può fare? Si è assunto degli impegni con i concittadini e cerca di concretizzarli. Può prelevare soldi dalle aziende comunali, impedendo loro di adempiere al loro compito originario ed essenziale, per quanto riguarda AGEC quello di muovere il mercato della casa, mettere a disposizione di chi non l’ha una abitazione, recuperare immobili vecchi e malandati?

Per quanto riguarda AGEC, da quando il Sindaco le ha affidato i nuovi compiti:

– sono importanti le mense scolastiche,

– sono importanti i cimiteri e le onoranze pubbliche,

– sono importanti le farmacie (potevano però restare in gestione al Comune),

– ma prima viene la casa, per chi ne è privo e per chi corre il rischio di perderla o di non trovarla.

E soprattutto prima viene l’onestà.

Quando il sindaco Tosi ha deciso di affidare ad AGEC (meglio: a Sandro Tartaglia) la gestione di settori importanti del servizio comunale, era certo dell’onestà del dg? Si era informato su di lui? E’ vero che Tartaglia era stimato in città, per cui la scelta del Sindaco non ha destato meraviglia. Evidentemente però l’indagine non era andata a fondo e il danno subito ha fatto risaltare la gravità degli eventi.

Dal 2011 Tartaglia si è attribuito meriti, privilegi, ruoli e soldi a suo piacimento, nel silenzio dei membri dell’azienda depredata. Ricordiamo i dati più gravi del contratto:

– per Tartaglia si è creata la figura di vice direttore generale, per 5 anni, con retribuzione uguale a quella di dg, anche in caso di dimissioni;

– il suo licenziamento è rimesso alla sua esclusiva scelta: lascerà AGEC quando e se lo deciderà lui;

– per Tartaglia è pronto un aumento di 35.000 euro all’anno, in aggiunta allo stipendio di 250.000 euro, compenso che Tartaglia avrebbe mantenuto anche dopo la cessazione dall’incarico di dg;

– per lui c’è un incentivo di 750.000 euro netti in caso di cessazione dalla carica.

Questo contratto è un grave danno per AGEC e per i Veronesi e un ingiusto favore a Tartaglia.

Qualcuno se ne è accorto? Chi si è scandalizzato?

Il Sindaco era all’oscuro di tutto? Non gli è arrivata nessuna soffiata? Perché ha sempre difeso Tartaglia che predetermina gli esiti dei bandi?

Ad avviare l’inchiesta in Questura sono stati i vertici di AGEC. I loro predecessori non si sono accorti di niente? Tutti zitti. Nessuno era al corrente, anche gli operatori di AGEC implicati nelle decisioni; anche i politici di maggioranza del CdA?

Constatazione semplice, ma gravida di conseguenze: se non fosse intervenuta la magistratura, su stimolo di due Presidenti AGEC (Croce e Galli Righi), di una dirigente (Motta), dei partiti di opposizione, tutti gli attuali condannati in primo grado e altri sarebbero al loro posto, osannati e garantiti da Tosi.

I dipendenti AGEC indagati hanno patteggiato la pena per i loro errori. Poi uno di loro si dichiara innocente. “Se non confessiamo possiamo perdere il posto di lavoro e ne potrebbe andare di mezzo la famiglia”. Cosa possiamo pensare? Inconcepibile!

Quello che pare chiaro (ma bisogna aspettare il processo di terzo grado) è che Tartaglia e soci appaiono non come saggi amministratori del bene comune, ma come padroni di AGEC, a dispetto di ogni legge: decide Tartaglia, predetermina ogni esito e … tutti zitti e consenzienti.

Ancora una volta verifichiamo l’assenza della Politica.

Domande:

– perché Tosi continua a difendere Tartaglia?

– perché era in atto una nuova centralità di AGEC?

– perché si è arrivati a due inchieste penali su AGEC?

– come si spiega il contratto che Tartaglia ha predisposto per se stesso, a suo favore e a svantaggio di AGEC, nel silenzio generale?

– Tartaglia procedeva nella presunzione di essere protetto e coperto?

– c’era un grande accordo, a delinquere, in tutta AGEC?

– il fatto che i bandi avvenissero senza avvisare il Sindaco ‘amico’ significa: “Io faccio ciò che voglio e metto a mio servizio le istituzioni?”. Il fatto che dei bandi venissero informati gli interessati, tutto personale interno, significa che c’era una grande consorteria?

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Archiviato in AGEC, Amministrazione Tosi, Aziende partecipate, Parere di Tito Brunelli

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