Quarta osservazione: Illusioni e sotterfugi

Un fatto fa capire l’inaffidabilità dei nostri amministratori. Nel 2012 il sindaco Tosi dava come concluso il rapporto di aggregazione tra AGSM e AIM Vicenza. In seguito il rapporto tra le due aziende si è raffreddato: il sindaco Variati h parlato di atteggiamento coloniale di AGSM nei confronti di Vicenza. Pareva comunque che AGSM tenesse molto al rapporto con Vicenza.

E invece cosa si viene a sapere?

Il 21 giugno 2016 AGSM e la trentina “Dolomiti Energia Holding” sottoscrivono una prima intesa: fino al 31 ottobre tratteranno in esclusiva per passare dal fidanzamento al matrimonio, accordandosi su poltrone e quote societarie. Nascerà un colosso della produzione e vendita di elettricità, escludendo i rifiuti. Verona e Trento assommano 2,1 miliardi di fatturato. Venturi: “Può nascere il quarto o quinto polo nazionale”. L’accordo è ancora da trovare, ma Cigolini intravede grosse potenzialità “per la complementarietà dei due gruppi: Trento è forte nella produzione di elettricità; Verona è strutturata nella distribuzione e nella vendita”. Trento dovrebbe rivendicare maggior peso, avendo 1,3 miliardi di ricavi contro gli 800 milioni di AGSM. Le teste da mettere insieme sono poche:

AGSM ha un socio unico: il Comune; Findolomiti è ripartita, con quote uguali, tra Provincia e Comune di Trento col Comune di Rovereto. La quotazione in Borsa è lontana. Venturi: “Al di là delle forme tecniche, è operazione di sviluppo: mette insieme due territori laboriosi e due società sane”. Marco Merler, ad di Dolomiti Energia: “La quotazione potrebbe essere il passo successivo all’unificazione. Costruiremo sinergie commerciali e industriali, valorizzando le specificità delle due società. Fattore importante è la vicinanza territoriale”.

Tutto bene? Forse sì. C’è però un neo, che incide negativamente sui gestori dell’Amministrazione Tosi. Per arrivare all’accordo si è speso un anno e mezzo. Venturi: “Abbiamo lavorato a fari spenti” con Trento. Contemporaneamente si negoziava con AIM Vicenza, senza neppure accennare al dialogo in atto con Trento. Venturi si vergogna un po’, per cui aggiunge: “Non escludiamo il coinvolgimento successivo di altri territori, a cominciare da Vicenza”. Variati aveva invitato Verona a “uscire dalle sue mura”. Verona lo ha fatto, ma rivolgendosi altrove.

Ne va di mezzo l’affidabilità di Verona

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