Cinque valutazioni conclusive di Tito Brunelli

Prima osservazione: 30 anni di guai.

Da 30 anni Verona parla di Ca’ del Bue:

– bene, perché pareva che la novità termovalorizzatore fosse piena di promesse e ponesse Verona in una posizione privilegiata nello smaltimento dei rifiuti: li avrebbe bruciati a prezzi contenuti e avrebbe creato energia per riscaldare buona parte della città. L’impianto, sperimentale, prometteva rispetto per ambiente e territorio e stuzzicava l’orgoglio e il portafoglio di molti veronesi;

– male, prima in conseguenza delle tangenti versate e di molti imbrogli di cui c’era sentore e perché si è via via capito che molti dei tanti soldi investiti erano buttati al vento. Tutto è crollato quando si è capito che l’impianto avrebbe dato poco alla città. Chi lo diceva, però (ricordo l’allora presidente Fiorini) andava in disgrazia, solo perché diceva la verità

Un dato andava emergendo: la rapidità con cui si muovevano (e oggi ancor più) sperimentazione, ricerca e scienza rende precario ogni progetto a lungo termine: quando si comincia a realizzarlo è già a disposizione un progetto più innovativo e affidabile, tanto più, come nel nostro caso, se gli impianti sono non garantiti, sperimentali, con difetti e imprevisti. Se un progetto si realizza in poco tempo e produce subito i risultati sperati ne siamo contenti: ha svolto la sua funzione.

Ma se passano gli anni, addirittura decenni e il progetto non è ancora operativo e ha bisogno di continui e costosi interventi, diventa una palla al piede e non rende.

E’ finita senza partire l’avventura Ca’ del Bue? Non sentiremo più parlare di termovalorizzatore di Ca’ del Bue? Azzardo che non sarà così. Eventi recenti lo fanno supporre. I responsabili veronesi del progetto (il sindaco Tosi, il presidente di AGSM Venturi e il dg Cigolini) considerano o mostrano di considerare l’abbandono di Ca’ del Bue come una occasione persa e un grave errore, del quale non si sentono responsabili. Continuano a programmare interventi e ampliamenti a Ca’ del Bue (vedi l’arrivo di Transeco); continuano i rapporti positivi con Urbaser (azienda che avrebbe dovuto realizzare l’impianto); nonostante la contrarietà della Regione, vogliono ad ogni costo un inceneritore nel veronese, collocato inizialmente a Menà di Castagnaro e ora annunciano nel veronese; è stato presentato il progetto “Adige Ambiente”, per rifiuti speciali e pericolosi; … : sono segni che Ca’ del Bue resta nella storia della nostra città e provincia. Il recente Piano di AGSM non cancella nulla e tiene tutto. Il progetto di Tosi, Venturi e Cigolini è far rientrare dalla finestra ciò che è uscito dalla porta. Azzardo?

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Archiviato in AGSM, Cà del Bue, Inceneritore, Parere di Tito Brunelli, Riflessioni

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