Chi vuole Ca’ del Bue – 2

Fabio Venturi, presidente AGSM: “Il sindaco Tosi ha sempre confermato che, anche se cresce la raccolta differenziata, Ca’ del Bue resta necessario. Con la crescita della raccolta differenziata, calano i rifiuti che arrivano nell’inceneritore; ma resta una quota da smaltire, che non può essere riciclata. Se non andrà a Ca’ del Bue, la Regione si prenda la responsabilità di dire cosa se ne farà. Si deve decidere. La Regione, se ritiene che l’impianto serva, avvii il cantiere per rinnovarlo. Se decide che non serve, ha il diritto di eliminarlo, ma deve rifare il Piano regionale rifiuti e spiegare dove metterà le 170.000 tonnellate di rifiuti all’anno non trattate con gli impianti attuali. Se i rifiuti andranno altrove, il Veneto perderà l’autosufficienza in materia e smentirà quanto più volte dichiarato. Chi poi risarcirà i costi sostenuti?”.

Sindaco Tosi: “Il Comune esegue il programma regionale. L’ambiguità è che la Regione prevede Ca’ del Bue nel suo Piano rifiuti e incrementa la raccolta differenziata, che rende inutile l’impianto. Se lo elimina, deve far fronte a due conseguenze. Prima, giuridica: ci ha detto lei di farlo, con le caratteristiche messe a gara; quindi Urbaser, che si è aggiudicato la gara, potrà rivalersi sulla Regione.

Seconda: la Regione dichiari la sua autosufficienza nello smaltire i suoi rifiuti. Portarli fuori regione è incoerente: il Veneto ha sempre escluso rifiuti da fuori, fosse anche dal Trentino. Urbaser poi ha investito molti soldi sul progetto di riaccensione dei forni. Chiederà una penale milionaria?”. Fondamentale: non si amministra una Regione con mozioni. Il Piano rifiuti, se si vuole togliere Ca’ del Bue, deve tornare in Consiglio. Se non sarà così Urbaser potrà rivalersi”.

Giampietro Cigolini, dg AGSM: “L’inceneritore è economicamente sostenibile se brucia 150.000 tonnellate di rifiuti all’anno? La risposta è essenziale per il futuro dell’impianto mai nato, che non è superato. Entro il 2020 saranno chiuse le attuali discariche. Rimarrà una quota di immondizia non differenziata: o si apriranno nuove discariche o si utilizzerà l’inceneritore o si esporteranno i rifiuti. Come a Napoli”.

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