Nomine, con stipendio, nelle aziende pubbliche

Estate 2015. La novità nelle nomine negli enti pubblici sono le quote rosa.

– AGSM Energia. Presidente è Gabriele Stoppato. Consiglieri confermati: Portacci e Andrea e Gilberto Vesentini. Nuova consigliere è la marocchina Samira Chabib, mediatrice culturale.

– AGSM Distribuzione. Presidente confermato è Enrico Carifi; vice è Mauro Bonomi. Consiglieri: Gianluca Gesuita, Alice Rizzi e Emma Stepan.

– AGSM Lighting (illuminazione pubblica). Amministratore unico: Paolo Paternoster, non retribuito.

– AMIA. Presidente confermato è Andrea Miglioranzi; suo vice è Stefano Legramandi. Consiglieri: Claudio Castagna, Benedetta Bonomo e Emilia Veselinovska.

Tutti sono di nomina politica (cioè del sindaco Tosi), e retribuiti. Eccetto Paternoster.

Ci possiamo chiedere quali competenze e meriti rendono queste persone utili per la città? No: nessuno pare chiederselo. Molti riteniamo di sapere la risposta: non sbagliamo. Bertucco e Segattini (PD) sospettano che Tosi e Venturi mettano in carico ai contribuenti il loro comitato elettorale. “Fatto che spiazza anche noi che pensavamo di aver visto tutto”.

AGSM si giustifica: “A differenza di tante aziende pubbliche in perdita paurosa in tutta Italia, noi siamo in grande salute. Abbiamo investito 110 milioni in impianti di produzione elettrica”.

M5S propone di pubblicare su Internet del Comune il curriculum dei candidati ai CdA delle aziende comunali. Propone anche che, in una audizione pubblica, i candidati rispondano alle domande dei cittadini.

Dopo qualche mese, in ottobre 2015, M5S torna alla carica: “Le società comunali partecipate non rispettano le regole di trasparenza. I portali di AGSM, AMT e Verona Mercato non riportano il curriculum e la dichiarazione dei redditi dei consiglieri e le retribuzioni dei dirigenti. E’ ferma da due anni la nostra delibera che tende a istituire la prassi delle audizioni pubbliche dei candidati ai CdA delle nostre partecipate, con pubblicazione dei dati dei candidati. Non è stato discusso un regolamento per le candidature, con stringenti criteri di compatibilità e di assenza di conflitto di interesse”. Francesca Businarolo denuncia ad ANAC (Autorità nazionale anticorruzione di Cantone): “Le società partecipate sono gestite male; creano buchi economici impressionanti; non offrono servizi, ma solo poltrone per gli amici. E i cittadini pagano e non possono dire nulla. E’ grave impedire che i cittadini partecipino alle audizioni dei candidati alla guida delle aziende”.

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