Commissione parlamentare

Ottobre 2014. La Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esso correlati, presieduta da Alessandro Bratti, è a Verona per due giorni e mezzo. Visiona la discarica di Ca’ Filissine e l’inceneritore di Ca’ del Bue. Ascolta tecnici inquirenti, investigatori e associazioni; analizza la situazione di Verona, Vicenza e Belluno, in particolare Rotamfer e Stabila, a Ronco. Le criticità sono molte, qualcuna inquietante, con una rete illegale intessuta sul rapporto tra enti privati e pubblici: una ‘malavita’ senza l’apice, al momento, dell’infiltrazione mafiosa. Bratti: “Il quadro merita attenzione; il panorama preoccupa; il territorio è ricco e i rifiuti sono un affare”, spesso illegale. Rilievi gravi su Ca’ del Bue: “Impianto datato, con tecnologia di fine anni ’80, mai partito; segno di qualcosa che non ha funzionato. Approfondiremo illeciti di carattere amministrativo e penale. Una recente indagine ha coinvolto alcuni funzionari della Regione: avrebbero avuto rapporti con aziende interessate alla gestione del ciclo dei rifiuti”.

Legambiente: “In Veneto il fatturato nel mercato illegale dei rifiuti speciali è di 149 milioni: primo posto in Italia. E’ da verificare la responsabilità di professionisti, imprenditori, funzionari, tecnici: quell’area grigia in cui prendono forma accordi collusivi e comportamenti opportunistici.

Continua lo smaltimento selvaggio di rifiuti di vario genere. Gli inquirenti hanno presentato un quadro di grande preoccupazione: non malavita organizzata di stampo mafioso, ma sistema organizzato nel ciclo dei rifiuti che non ricorre all’intimidazione, ma rappresenta una patologia da combattere. La politica può fare molto se riconsidera le pratiche criminogene di questi anni, che hanno reso fertile l’incontro tra pezzi di imprenditoria, della politica e delle professioni a vantaggio di ristretti gruppi di potere, facendo a pezzi ambiente, beni comuni e democrazia”.

La Commissione parlamentare però non boccia Ca’ del Bue: lo promuove con riserva. Critica gli errori del difficile passato; ma l’impianto va reso moderno e funzionale. Non risultano mafie”. Bratti: “Vigiliamo su infiltrazioni di criminalità organizzata”.

*I Sindaci di San Martino, San Giovanni Lupatoto e Zevio bocciano gli onorevoli, la cui visita, finalizzata a indagini su attività illecite in tema di rifiuti, si è allargata al futuro dell’impianto. Sindaco Avesani: “Ai parlamentari manca una visione strategica sulla questione rifiuti. Bratti parla di modernizzare e rendere più funzionale l’impianto. Mi aspettavo l’indicazione di una strategia, di una soluzione percorribile dal punto di vista ambientale, della tutela della salute e della sostenibilità economica. Le direttive europee non prevedono, dal 2020, l’incenerimento dei rifiuti. Il progetto di AGSM e Urbaser prevede invece la realizzazione di un nuovo impianto di incenerimento con forni a griglia. Se si vogliono bruciare i rifiuti, combatteremo anche contro la commissione parlamentare, con le nostre motivazioni. Ca’ del Bue deve diventare polo ambientale integrato”.

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Cà del Bue, Inceneritore, Urbanistica

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...