Resta una possibilità impossibile

Resta una possibilità: il Governo italiano inserisce Ca’ del Bue tra gli impianti “di valore strategico nazionale”. Ma la Giunta Zaia da tempo è perplessa sulla realizzazione dell’impianto (“Non potete imporci impianti da Roma”), per cui il Governo abbandona l’idea: nel gennaio 2016 la Conferenza Stato-Regioni toglie Ca’ del Bue dall’elenco nazionale. Esso però rimane nel Piano regionale rifiuti. Per bloccarlo definitivamente, la Regione deve modificare il Piano, approvato da pochi mesi.

La scelta è tra farlo, fermarlo, trasformarlo in impianto con valenza nazionale. AGSM prende atto che Ca’ del Bue non si farà.

Il termovalorizzatore più che dai giudici e dai politici è stato fermato da difetti progettuali: l’obiettivo di un impianto pulito che brucia rifiuti e scalda Verona ha portato a scegliere una tecnologia che si è rivelata inaffidabile: quella dei forni a letto fluido.

Fabio Venturi, neo presidente di AGSM: “Non ci sono più le condizioni per il termovalorizzatore. Rimane da chiarire come smaltire le 174.000 tonnellate venete di rifiuti all’anno. Senza Ca’ del Bue, la Regione dovrà destinare questi rifiuti fuori Veneto, in termovalorizzatori delle Regioni vicine o in discariche”. La Regione deve dire se è autosufficiente o meno. Occorre poi una strategia di uscita per evitare azioni legali, concordata con Urbaser.

Muore l’inceneritore, ma Ca’ del Bue continua a selezionare e trattare i rifiuti solidi urbani (100.000 tonnellate all’anno): funzione importante nell’ottica di una sempre maggiore raccolta differenziata.

Non c’è pace però. C’è chi avanza l’idea che Urbaser costruisca un impianto per la produzione di biogas, utilizzando circa 40.000 tonnellate all’anno di frazione organica (il cosiddetto umido) proveniente dalla raccolta differenziata o dalla separazione meccanica dei rifiuti, effettuata a Ca’ del Bue. AMIA porterà i rifiuti umidi al nuovo impianto, capace di produrre tra i 350 e i 400 metri cubi di gas all’ora. Si studia come produrre un tipo di metano in grado di alimentare i veicoli di AMIA in circolazione. Cigolini: “AMIA ci porta i rifiuti; noi li trattiamo e poi li restituiamo a AMIA come biometano per alimentare i loro mezzi di trasporto”. Ad alcuni piace. Salemi (PD): “La raccolta differenziata apre una nuova stagione. Si deve puntare sulla produzione di biogas”.

Ma sul progetto è battaglia. Diego Ruzza, sindaco di Zevio: “Quanto uscito dalla porta non rientri dalla finestra: un impianto che brucia gas o altro è scelta desolante”.

Il Sindaco di San Martino è “disponibile a discutere con AGSM il futuro di Ca’ del Bue e del Polo ambientale”, che prevede di lavorare la parte non differenziata recuperando la materia prima.

Secco no da M5S. Benciolini: “Puntiamo a una gestione moderna dei rifiuti: raccolta differenziata, riuso, riciclo, accordi con supermercati e centri commerciali per ridurre i rifiuti, in particolare gli imballaggi. Ca’ del Bue non diventi sede di idee e progetti di dubbia sostenibilità ambientale come i biodigestori (impianti che producono il biogas) che possono essere molto inquinanti. Puntiamo al riciclo e al rifiuto-zero”.

I Comuni confinanti chiedono di essere al tavolo per decidere il futuro dell’impianto.

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