Le aziende pubbliche servono gli interessi del Sindaco o dei cittadini ?

Bertucco (PD): “Dal 2007 alla fusione AGSM-AMIA (luglio 2012), AGSM ha dato 100 milioni per coprire i buchi del bilancio comunale. AGSM oggi è florida in quanto priva di concorrenti. In vista però della liberalizzazione del mercato, AGSM e AMIA devono migliorare i loro servizi.

Il Sindaco non sa gestire le aziende comunali; il suo obiettivo, con la pseudo fusione, è uno: portare nelle casse comunali i milioni con cui coprire i buchi di bilancio.

Toffali, che ha dissanguato per decine di milioni le aziende partecipate, intende inglobare anche AGEC nella holding che gestirà i servizi comunali; la svuoterà delle attività redditizie e le lascerà la grana della gestione delle case popolari.

Spieghi il Sindaco perché è utile trasformare AGEC in una spa e cosa sarà dell’azienda una volta scorporate le attività redditizie. Non permetteremo che dilapidi il patrimonio residenziale pubblico”.

Nota di Tito Brunelli:

Un sindaco amministra la città per alcuni anni; non può vendere e svendere preziosi immobili pubblici e ricorrere alla “finanza creativa” per mostrare che è bravo e fare bella figura e poi … chi verrà dopo si arrangi. Un sindaco non vende tutto il vendibile; non saccheggia le risorse delle aziende comunali; non toglie ad AMT i 10 milioni incassati da Siemens per la non realizzazione della tranvia; non toglie ad AGSM più di 100 milioni di utili per far quadrare il bilancio comunale; non spoglia AGEC dei suoi soldi impedendole di adempiere al suo compito: garantire la casa a chi ne ha bisogno.

Peggio: con i soldi recuperati da immobili e aziende il sindaco Tosi pareggia il bilancio comunale, non apre prospettive per il futuro. Verona diventa più povera e non pone le basi per crescere.

Il Comune di Verona ha potenzialità importanti su cui costruire il futuro: ha aziende partecipate e controllate (AGSM, AMIA, ATV, AGEC, Acque Veronesi), che, con Consorzio ZAI, Università, Fondazione Arena, Estate teatrale, Quadrante Europa, Verona Mercato, aeroporto Catullo, turismo e sistema alberghiero, … costituiscono una leva formidabile per rilanciare economia e occupazione, a patto che (mai accaduto negli ultimi anni) si utilizzino i ricavi dei servizi (luce, gas, acqua, …) anche per investimenti innovativi, non solo per rimpinguare le casse comunali e coprire i debiti. Guai poi se le aziende partecipate diventano, come sono, luogo privilegiato del potere clientelare.

Pubblicità

Lascia un commento

Archiviato in AGSM, AMIA, Aziende partecipate, Parere di Tito Brunelli

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...