L’affare dell’estate 2012: AGSM acquista AMIA

Un unico Consiglio di Amministrazione per le aziende pubbliche veronesi?

Un’importante possibilità perduta!

L’intraprendenza e la genialità dei padri hanno messo a disposizione dei Veronesi servizi e ricchezze che sono garanzia per noi e per i nostri figli. Ricordiamo AGSM, ATV, AGEC, AMIA, Acque veronesi, Aeroporto Catullo, Verona Fiere, Verona Mercato, Quadrante Europa, ZAI, Camera di Commercio, Arena, Teatro Romano, Biblioteca civica, Cariverona, Banco Popolare, Cattolica Assicurazioni, banche di credito cooperativo, ospedali, struttura sanitaria, Iciis e strutture di intervento sociale, autostrade, raccolta e smaltimento rifiuti, …         Siamo chiamati a gestire bene questo nostro patrimonio.

Limitiamo le nostre considerazioni alle aziende comunali: uno dei fiori all’occhiello di Verona.

Intorno a queste aziende si sono sviluppati servizi determinanti per il nostro benessere, ma anche interessi enormi. Si è arrivati a favorire legalmente distribuzioni di grandi quantità di soldi a favore di persone che ricoprono ruoli importanti nelle aziende pubbliche non per competenza e capacità (decine e decine di queste persone non hanno una preparazione nei settori in cui ricoprono ruoli decisionali), ma per scelte ‘politiche’, partitiche e amicali e per la ‘vicinanza’ e, in parecchi casi, e la fedeltà ai capi del momento.

La soluzione per evitare spese inutili (pagare chi non è competente nell’ambito in cui occupa ruoli decisionali è spesa insensata) è semplice: avere un solo Consiglio di Amministrazione per tutte le aziende pubbliche, con un presidente coordinatore e un gruppo di politici e di tecnici competenti nei singoli ambiti, con un controllo tecnico e contabile pignolo, come conviene nei confronti di chi maneggia i soldi dei cittadini. Ecco perché, nell’estate 2012, quando si è parlato di fusione tra AGSM e AMIA, abbiamo intravisto una svolta per la città verso la semplificazione degli organismi dirigenziali e il coordinamento dei servizi, con risparmi notevoli. Subito però si è notato che non c’era nessuna garanzia che questa fosse la direzione che l’Amministrazione intende intraprendere. Ora che l’illusione pare caduta guardiamo al futuro: l’obiettivo deve essere davanti a noi.

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