Nuove difficoltà – Nuovi annunci

Grane che  ritornano a galla: la stessa AMT fa presente che non è stato scelto il tipo di filobus e invita a scrivere il verbale di consegna lavori in modo giuridicamente inattaccabile, per non provocare all’azienda problemi giudiziari. Perché la consegna dei lavori avviene a stralci, anziché consegnare l’intero progetto alle imprese e guadagnare tempo?  Risposta:

– per limitare i disagi che i lavori stradali creeranno in città: dovranno convivere cantieri e viabilità, in particolare durante il Vinitaly e altre rassegne in Fiera e in altre zone della città;

– consegnando la città alle ruspe tutto d’un colpo si rischia di paralizzare un’area immensa: da San Michele allo Stadio, da Verona Sud a Verona Nord;

– procedendo a stralci i lavori partiranno in tempi successivi, dai 6 punti indicati.  I tempi si allungheranno oltre il 2019.

Annuncio dell’Amministrazione: da metà febbraio si procederà ai primi scavi e alla posa di piloni in acciaio e di fili elettrici fuori città; in centro i mezzi si auto caricheranno in movimento.

Sindaco Tosi: “Consegniamo la prima parte dei lavori alle imprese. Tra 4 mesi consegneremo gli altri due stralci dell’opera: deposito della Genovesa (cantiere a sé) e percorsi dalla stazione verso San Michele e verso Borgo Trento. L’opera è fondamentale per il trasporto pubblico. Con la Fiera assicuriamo la disponibilità di migliaia di posti auto aggiuntivi finché realizzeremo il parcheggio scambiatore alla Genovesa. A Verona Est stiamo rendendo possibile l’insediamento del centro commerciale cui è legato il filobus. Resta da verificare il percorso verso il parcheggio scambiatore del Saval, la cui realizzazione è legata al traforo. Risolveremo i problemi uno alla volta. Sono paradossali le osservazioni di Enrico Corsi, responsabile dell’opera per 8 anni. Poteva essere più celere quando era in Giunta. Da quando il Sindaco se ne occupa, i cantieri partono. E’ questa la differenza”.

Ortolani: “Per lavori e forniture serviranno 125 milioni. Il resto è a disposizione”.

Chi ci crede?

Carlo Addrizza, ingegnere della cordata di imprese: “I lavori prevedono lo scavo di una canaletta, profonda 40 cm, lungo il percorso del mezzo; l’erezione dei plinti di sostegno dei cavi elettrici; la posa della linea elettrica aerea di trazione”.

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