La prima firma, non la prima pietra

Gennaio 2016. Il CdA di AMT approva il progetto esecutivo del filobus e chiede alle imprese costruttrici di farsi carico degli eventuali rischi derivanti dalla non effettuata scelta del mezzo.   Sono in gioco milioni.

18 gennaio. AMT consegna la prima parte dei lavori alle imprese: Consorzio cooperative costruzioni, Nuova Mazzi srl, Alpiq, Balfour Beatty (non c’è Soveco). E’ solo un passaggio di carte. Le ruspe arriveranno, si dice, in aprile, quando saranno definiti i tratti di strada da chiudere di volta in volta. Intanto le imprese pianificheranno gli interventi, allestiranno le aree di cantiere e metteranno in sicurezza le zone interessate.

Partito Democratico: “Non è una consegna dei lavori, ma una delibera di Giunta: l’ennesimo annuncio. Viene consegnato solo il primo stralcio. I tempi slitteranno in avanti”. Il filobus sfreccerà sulle nostre strade oltre il termine (mille giorni) ipotizzato. I cantieri dovrebbero partire da 6 punti.

Primo: tra la Genovesa e la zona Fiera, con due cantieri: uno verso Verona Sud; uno verso viale dell’Agricoltura. Durata: 40 giorni.

Secondo: verso viale dell’Agricoltura, salvaguardando le esigenze della Fiera.

Terzo: largo del Perlar, verso via Ferrari.

Quarto: piazzale Scuro, davanti al Policlinico di Borgo Roma, con innesto ospedaliero.

Quinto: piazzale XXV Aprile, in direzione viale Palladio, via Albere, Stadio. Durata: 70 giorni. Si dovrà coinvolgere il meno possibile la zona Stadio fino alla fine del campionato di calcio. Parte del mercato settimanale dello Stadio sarà spostata.

Sesto: dalla stazione FS verso il cavalcavia di viale Piave.

I mille giorni per fare l’opera scatteranno dalla consegna del terzo lotto dei lavori. Una “Unità di crisi” seguirà i lavori passo dopo passo, presenti anche le imprese che lavorano alle ex Officine Adige. Nessuna strada sarà completamente chiusa al traffico a causa dei lavori per il filobus. I disagi saranno ridotti al minimo.

Sindaco: “Impiegheremo meno di tre anni. La commissione lavora per decidere il filobus da adottare. Rischiamo di perdere il finanziamento statale in quanto il filobus non è un sistema innovativo e non rispetterebbe le caratteristiche volute dal Ministero, perché non è a guida vincolata e non accosta alle banchine delle fermate? Magari ci fosse una guida vincolata elettromagnetica! Il Governo ci ha spiegato che il filobus deve essere alimentato da fili elettrici aerei, ma può restare svincolato nel centro storico. Quando chiedemmo il finanziamento per il filobus, chiedemmo che fosse a trazione elettromagnetica, comunque vincolato al percorso. Si trovò una mediazione: il 60% con pali e linee; il resto senza”.

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