Un appalto di 160 milioni merita gestori capaci

Dicembre 2015. Michele Bertucco (PD): “Il filobus è fermo. Tra chiacchiere e promesse, incognite e dubbi, l’incertezza è totale. ATV chiede ad AMT di ridefinire il piano del traffico, della viabilità e del trasporto pubblico, prima, durante e dopo i cantieri del filobus, ma del piano non c’è traccia. Non si conoscono i tempi del progetto e della costruzione del deposito e dei parcheggi scambiatori. Non si sa neppure chi dirigerà i lavori.

Non è ancora stato scelto il mezzo che dovrebbe circolare in città. Il sistema di accostamento automatico alle banchine e la guida vincolata non sono più previsti perché è fallita la ditta che li produceva. Manca la dichiarazione di conformità del mezzo. Dato positivo: la commissione tecnica ha concluso i lavori; a breve ci sarà la decisione definitiva sulla piena conformità del mezzo alle prescrizioni. In queste condizioni si pretende di consegnare i lavori.

Se il cantiere dovesse partire, si andrà in contrasto con la prescrizione della conferenza dei servizi che stabilisce l’obbligo di realizzare e collaudare i parcheggi scambiatori prima che il nuovo mezzo entri in servizio.

Su questa base il filobus venne esonerato dalla Valutazione di Impatto Ambientale. Ma nulla si muove. La costruzione dei parcheggi di Verona Est e di Ca’ di Cozzi è collegata a opere che non si sa se si realizzeranno: un centro commerciale a Verona Est e il traforo delle Torricelle.

Consegneremo a AMT e Comune una diffida: il filobus è stato esonerato dalla VIA a patto di “collaudare i parcheggi scambiatori prima di metterlo in esercizio”, ma questi parcheggi sono fermi.

Non è sciolto neppure il nodo della lunghezza dei mezzi: per competere con gli autobus di linea servono mezzi di 24 metri, ma il Codice della Strada non ammette tali dimensioni per veicoli che viaggiano in sede stradale promiscua; e la deroga al Codice della Strada si decide a Roma.

Del progetto filobus è ‘validato’ (non approvato) solo il primo stralcio. E il resto? Manca il progetto esecutivo completo e non risultano studi viabilistici in merito alle corsie preferenziali.

Il maggiore intervento a Verona dal dopoguerra avrà un impatto problematico in città, lungo tutto il tracciato Come si limiteranno i disagi in via Mameli, in Borgo Venezia (nessuna risposta sul passaggio di una tratta del filobus su via Pisano e dell’altra su via Spolverini, non entrambe in via Pisano) e in via IV Novembre (sarà chiusa al traffico nel periodo dei lavori?).

Nodi tecnici. Lo scavo della sede stradale è profondo almeno 50 cm. Occorre valutare la posa dei sottoservizi di AGSM lungo le strade in cui correrà il filobus e dei plinti che renderanno possibile il sistema di elettrificazione.

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