Aprire il confronto?

Lo chiede il PD a Mazzucco: “Decida se vuole isolare la Fondazione o riflettere insieme, avendo cura solo dell’interesse del territorio. Cominci a confrontarsi sul suo programma nel Consiglio generale anziché comunicare solo dai giornali. I fronti aperti sono molti, compresi i nuovi assetti tra il passato e il futuro. Se i protagonisti di ieri continueranno a incidere, il Presidente dovrà dire qualcosa sul nuovo equilibrio. Su tutti i temi dibattuti occorrono chiarezza e trasparenza”.

Interviene Enrico Zanetti, viceministro all’Economia: “Da parte del Governo c’è attenzione al tema delle fondazioni bancarie: alcuni interventi possono essere fatti, ma in modo intelligente: se si impongono alle fondazioni vincoli eccessivi, poi bisogna chiedersi chi investe nelle nostre banche. Più la politica resta fuori dalle banche e dalle Fondazioni meglio è. Il discorso vale anche per la fusione Banco – Bpm. Possiamo e dobbiamo tracciare direzioni auspicabili nell’interesse generale, come nel caso di processi di fusione. Da veneto mi sarebbe piaciuto vedere il polo veronese guardare più verso Est che verso Ovest. Punti di partenza: il business e la tutela degli azionisti”.

E’ da decidere l’investimento prevalente.

Le domande sugli obiettivi sono doverose, per il rilievo che Fondazione ha per il nostro territorio. Se l’obiettivo è investire nel mondo delle banche popolari, a partire dal Banco, peraltro avviato verso una fusione con la Popolare di Milano, cosa resterà a Verona del prossimo colosso bancario? E cosa comporterà per Unicredit la riduzione della partecipazione di Fondazione visto che a Verona il gruppo bancario ha forti radici, impiega un migliaio di persone e sono presenti uffici e sedi strategiche? E’ da Verona che si regolano molte vicende, a partire dalla gestione dei dati informatici. Come sarà salvaguardato questo patrimonio? Serve un confronto pubblico su sfide delicatissime per il futuro di Verona.

Cariverona vede la fusione tra Bpm e Banco Popolare come base per un possibile asse del Nord Est con Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Il nuovo vertice dell’ente, in linea con la posizione dell’ex presidente Paolo Biasi, punta a ritagliarsi un ruolo come azionista delle banche della regione.

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