Archivi del mese: marzo 2016

Ci è stato lasciato un regalo: Cariverona

Negli anni della presidenza Biasi, Fondazione Cariverona ha erogato e investito nel territorio un miliardo e mezzo di euro, la maggior parte nella provincia di Verona, per:

– grandi opere sanitarie: Polo Confortini (ospedale di Borgo Trento), ristrutturazione del Policlinico di Borgo Roma, nuovo ospedale della mamma e del bambino (Borgo Trento);

– recupero di beni architettonici: colle di Castel San Pietro, Palazzo del Capitanio, Palazzo Forti, Biblioteca civica, Palazzi Scaligeri, teatro Ristori, ex Magazzini Generali (diventano sede degli Ordini degli Ingegneri, degli Architetti, dei Commercialisti; dell’Archivio di Stato, di Unicredit del Nord Est, dell’USSL 20, di Eataly), … ;

– sostegno alla cultura, all’assistenza e al sociale; al Terzo Settore e al mondo del volontariato. Continua a leggere

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Un febbraio di fuoco: La nuova dirigenza di Cariverona

Guidano le scelte Paolo Biasi e Flavio Tosi.

Candidati alla presidenza in tempi successivi: Giovanni Sala, Maurizio Marino, Silvano Pedrollo, Giovanni Maccagnani, Gianni Fontana, Fulvio Cavalleri, Alessandro Mazzucco.

Consiglio generale: 15 membri su 25 sono nuovi. Il Sindaco ha voluto che ne faccia parte Luisa Ferrarini, di Reggio Emilia, imprenditrice nel settore carni e salumi, vicepresidente nazionale di Confindustria e consigliera di Cattolica Assicurazioni, insieme con Maccagnani.

12 febbraio. Il Consiglio generale elegge gli 8 membri del CdA e il nuovo Presidente: Alessandro Mazzucco, che avrà il compito di indicare il nome del nuovo direttore generale (scelta preordinata da Biasi: sarà Giacomo Marino. Mugugni). Presidente e CdA dureranno fino all’approvazione del bilancio 2019. Nel CdA sono 4 le conferme (tra cui Giovanni Sala, vicepresidente vicario e Giovanni Maccagnani) e 4 le nuove entrate (tra cui Giovanna Perdonà). 5 i veronesi e 3 i ‘foresti’. Giovanni Maccagnani ha la delega, pesante vista la realtà che si profila, sulle Banche Popolari. Continua a leggere

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Grandi novità in Cariverona

Conclusioni di Tito Brunelli

Quanto pubblicato su Fondazione Cariverona e sulle scelte dell’Amministrazione Tosi mostra con evidenza la situazione della nostra città. I Veronesi sono nettamente divisi in due gruppi:

-uno (numericamente molto piccolo) governa la città e ne ha in mano le leve; decide come gli pare; non si sogna neppure di informare i cittadini; se ne fa un baffo dei donatori che hanno lasciato importanti beni al Comune con una destinazione precisa, come segno di affetto alla città; vende beni e territorio senza badare alle conseguenze di impoverimento generale. Ci prende l’amarezza: poche famiglie e persone fanno il bello e il cattivo tempo senza rendere conto a nessuno.

-l’altro gruppo è fatto dal 99,9% dei veronesi, ufficialmente cittadini con l’autorità di gestire la città; di fatto scarti.

Stiamo parlando di noi, della gente comune di Verona. Forse l’unica situazione che ci obbligherebbe a una nuova responsabilità è la povertà di molti che ci obbligherebbe a muoverci. Oggi basta che un’Amministrazione ci garantisca un po’ di sicurezza e di tranquillità; di tutto il resto ci pare di poter bastare a noi stessi: stiamo economicamente bene e ognuno di noi pensa di poter bastare a se stesso e alla sua famiglia. E’ la scelta del “si salvi chi può”.

Non ci vergogniamo più del nostro egoismo. Chi ha in mano la città vince. La speranza e la possibilità di ripartire sono le prossime elezioni comunali.

Ci sono persone disposte a farsi avanti?

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Altre ‘povere’ idee per far soldi

Quarta nota. Matteo Bragantini, allora onorevole leghista, affermava: “No troppi musei a Verona. Ne abbiamo così tanti che è spreco di risorse”. La pensa diversamente Elena Traverso, ex consigliera di Centro Destra: “Il patrimonio storico di una città deve continuare a essere della città. E’ quanto mai utile salvaguardare Palazzo Forti”.

Domanda per noi: sono troppi i musei a Verona? Dipende dalla consapevolezza dei cittadini del bene “arte”. Una nuova coscienza del bello è strada percorribile o illusione destinata a costare cara? A Verona ci sono operazioni finanziarie e patrimoniali riguardanti il nostro patrimonio storico; emerge, con esse, un progetto di educazione artistica e musicale dei veronesi o l’intervento della città è legato all’arte solo per recuperare soldi? Se la risposta è: “Sì. Emerge un progetto educativo al bello”, si può procedere con speranza; se è: “No”, non si può lamentarsi dell’estraneità di molti e del non usufruire delle ricchezze d’arte e di bellezza da parte di noi Veronesi e non ci potremo lamentare per le perdite economiche.

Quinta nota. Palazzi storici e territori che erano di proprietà del Comune (nostra) non lo sono più. L’Amministrazione Tosi li ha venduti. Si possono vendere i beni pubblici? Cosa e come vendere? In seguito alla vendita cosa è cambiato in città, nella vita di noi cittadini? Continua a leggere

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Le povere idee del sindaco Tosi per far soldi

Note di Tito Brunelli

Prima nota (luglio 2013). Avviene uno scambio: Palazzo Forti diventa di Cariverona e lo spazio asfaltato di fronte alla Fiera torna a essere del Comune. I nostri amministratori fanno festa. Con questo scambio svanisce l’idea del Polo Finanziario. La gloria dell’Amministrazione Tosi è che abbiamo un’area-parcheggio a disposizione della Fiera. Chi fa scelte del genere e se ne gloria fa un doppio male alla città. I cittadini, purtroppo, non si scompongono: non sono interessati; non ci credono più. Vendendo Palazzo Forti il Comune non ricava neppure un euro e spoglia la comunità di un suo patrimonio. Oggi Palazzo Forti ospita AMO: “Museo della Lirica”. Fondazione Arena paga un consistente affitto a Cariverona.

Seconda nota (estate 2013). Il sindaco Tosi ha tenuto per sé la delega alla Cultura. Si notano in città politiche culturali? Sì: gli interventi di Fondazione Cariverona per valorizzare il patrimonio storico, artistico e monumentale della città. Sono sconsolanti le parole del Sindaco sul patrimonio culturale cittadino. Sono parole di resa quelle del sovrintendente Girondini su Fondazione Arena: “A Verona manca una cultura del mondo della lirica. La città, a partire da imprenditori e associazioni di categoria, non crede alla Fondazione Arena, che non sta in piedi da sola. Non si riesce a coinvolgere la cittadinanza”. Vero. Ma cosa ha fatto il Sovrintendente, in più di 8 anni, per coinvolgere i concittadini? Si sono viste persone competenti del festival lirico girare le scuole, dalle materne all’Università, con un progetto pluriennale di educazione musicale, coinvolgendo i docenti di musica e i genitori, presentando loro ogni anno la stagione lirica estiva e invernale? Continua a leggere

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Cariverona da finanziatrice a proprietaria di beni pubblici

Fino a una decina di anni fa Cariverona finanziava gli interventi del prezioso volontariato locale e investiva i (nostri) soldi per recuperare monumenti pubblici che restavano ai cittadini proprietari. Da alcuni anni continua a recuperare beni pubblici di primaria importanza; però li acquista e ne diventa proprietaria: questi immobili che erano di proprietà del Comune (nostra) per usi di rilevanza pubblica diventano proprietà di Cariverona. Biasi garantisce: “I beni restano alla città”.

Ma la garanzia è a termine. Il fatto è che chi gestisce i beni comuni non è più il Comune (noi): è Cariverona.

Operazioni del genere, pur in un tempo di profonda crisi per le casse comunali, generano interrogativi a cui solo il tempo risponderà. Il Comune ha avuto soldi a disposizione per i bilanci annuali e, speriamo, ha utilizzato i soldi per il bene di alcuni cittadini; ma si trova, oggi e nel futuro, sempre più povero: continua a non avere soldi nelle sue casse e non crea alternative e nuovo lavoro. Vendere è veramente utile per Verona e per chi la abita e la fa vivere? Sempre meno persone potranno ‘riscaldarsi’ in futuro.

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La grande alleanza Biasi–Tosi, alla quale si affianca Bedoni (Cattolica Assicurazioni)

Ottobre 2010. Cariverona ha il nuovo CdA: Paolo Biasi (72 anni – da 18 alla guida dell’istituto) sarà presidente per altri 5 anni. Giovanni Sala (avvocato – docente universitario) è vicepresidente, incarico che il sindaco Tosi chiedeva per Giovanni Maccagnani, con l’obiettivo di avere voce decisiva nelle erogazioni finanziarie di Cariverona. Allo scopo è stata trovata un’altra strada: Maccagnani entra nel CdA e fa parte, come rappresentante del Presidente, di due commissioni: quella che decide i soldi da assegnare e quella riservata agli investimenti e al patrimonio. Chi segue la storia di Verona sa cosa significhi, in termini finanziari, l’apporto di Cariverona sul territorio. Il ruolo di Giovanni Maccagnani è precisato nell’accordo scritto: “Il Presidente ha chiesto al neo consigliere, avvocato Maccagnani, un particolare impegno nel campo delle attività delle commissioni che predisporranno il documento previsionale per gli interventi erogativi e di investimento nei territori e nel comitato Finanza, con un ruolo permanente e di rilievo nell’operatività della Fondazione”. Di fatto Maccagnani controlla la cassa della Fondazione.
Aprile 2012. L’assemblea di Cattolica Assicurazioni elegge sei membri del suo CdA. Uno è, guarda caso, Giovanni Maccagnani, Continua a leggere

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