Ci è stato lasciato un regalo: Cariverona

Negli anni della presidenza Biasi, Fondazione Cariverona ha erogato e investito nel territorio un miliardo e mezzo di euro, la maggior parte nella provincia di Verona, per:

– grandi opere sanitarie: Polo Confortini (ospedale di Borgo Trento), ristrutturazione del Policlinico di Borgo Roma, nuovo ospedale della mamma e del bambino (Borgo Trento);

– recupero di beni architettonici: colle di Castel San Pietro, Palazzo del Capitanio, Palazzo Forti, Biblioteca civica, Palazzi Scaligeri, teatro Ristori, ex Magazzini Generali (diventano sede degli Ordini degli Ingegneri, degli Architetti, dei Commercialisti; dell’Archivio di Stato, di Unicredit del Nord Est, dell’USSL 20, di Eataly), … ;

– sostegno alla cultura, all’assistenza e al sociale; al Terzo Settore e al mondo del volontariato.

Anche oggi molti cantieri aperti a Verona sono finanziati e gestiti dalla Fondazione.

Cariverona è presente, con piccole quote, in enti finanziari come Cattolica Assicurazioni e Banco popolare; è il secondo socio di VeronaFiere, con il 22%; ha lo 0,15% nella Brescia-Padova; ha diminuito il sostegno all’aeroporto Catullo (la sua presenza e scesa al 2,8%) e alla Fondazione Arena (contributi occasionali).

Giorgetti (FI): “Verona deve potenziare il filone strategico, la capacità competitiva, l’attrazione di investimenti, con attenzione particolare al Catullo e alla Fiera”.

D’Arienzo (PD): “Cariverona si sta muovendo per accrescere il suo patrimonio e per investire sull’immobiliare più che per partecipare all’economia locale. Si è ritirata in occasioni economiche e di sviluppo della città; basti pensare all’arretramento nel sostegno a Fondazione Arena, Catullo e Serenissima. Cariverona deve decidere dove investire (quando sarà) le centinaia di milioni della cessione di parte delle quote in Unicredit, tenendo fermo che Fondazione deve garantire il suo ruolo primario in questa banca. Una grande sfida riguarda l’internazionalizzazione del marchio Vinitaly. Da questa scelta passa il futuro dell’imprenditoria veronese del settore vitivinicolo. Verona poi dovrà essere presente nel sistema bancario: parte dei soldi va investita nei nuovi assetti societari delle banche popolari venete, in modo che il nostro territorio ne benefici. E’ importante tornare a investire su aeroporto e Fondazione Arena: motori del territorio veronese”.

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