Le povere idee del sindaco Tosi per far soldi

Note di Tito Brunelli

Prima nota (luglio 2013). Avviene uno scambio: Palazzo Forti diventa di Cariverona e lo spazio asfaltato di fronte alla Fiera torna a essere del Comune. I nostri amministratori fanno festa. Con questo scambio svanisce l’idea del Polo Finanziario. La gloria dell’Amministrazione Tosi è che abbiamo un’area-parcheggio a disposizione della Fiera. Chi fa scelte del genere e se ne gloria fa un doppio male alla città. I cittadini, purtroppo, non si scompongono: non sono interessati; non ci credono più. Vendendo Palazzo Forti il Comune non ricava neppure un euro e spoglia la comunità di un suo patrimonio. Oggi Palazzo Forti ospita AMO: “Museo della Lirica”. Fondazione Arena paga un consistente affitto a Cariverona.

Seconda nota (estate 2013). Il sindaco Tosi ha tenuto per sé la delega alla Cultura. Si notano in città politiche culturali? Sì: gli interventi di Fondazione Cariverona per valorizzare il patrimonio storico, artistico e monumentale della città. Sono sconsolanti le parole del Sindaco sul patrimonio culturale cittadino. Sono parole di resa quelle del sovrintendente Girondini su Fondazione Arena: “A Verona manca una cultura del mondo della lirica. La città, a partire da imprenditori e associazioni di categoria, non crede alla Fondazione Arena, che non sta in piedi da sola. Non si riesce a coinvolgere la cittadinanza”. Vero. Ma cosa ha fatto il Sovrintendente, in più di 8 anni, per coinvolgere i concittadini? Si sono viste persone competenti del festival lirico girare le scuole, dalle materne all’Università, con un progetto pluriennale di educazione musicale, coinvolgendo i docenti di musica e i genitori, presentando loro ogni anno la stagione lirica estiva e invernale?

Si è fatto altrettanto con le migliaia di studenti dell’Università della Terza Età, nei centri “Anziani protagonisti del territorio” o simili e in tutte le realtà di aggregazione locale, a partire dall’associazionismo sportivo e ricreativo? C’è almeno il tentativo di aprire un dibattito con i cittadini sull’importanza del festival areniano e sulle scelte in atto, in modo da creare aspettative e curiosità? Altrettanto importante, se non di più, è il progetto di coinvolgimento a livello internazionale, a partire dalla Germania. “L’uomo è un animale curioso”, diceva Aristotele. Suscitare curiosità e ricerca del bello è basilare. Non va in questa direzione l’ostinazione del sovrintendente e dei suoi collaboratori nel porre difficoltà all’incontro con i dipendenti in generale e con il sindacato, considerati guasta feste.

Una domanda al Sovrintendente: un gruppo di cittadini veronesi (io sono uno di loro) si è offerto per un’opera di coinvolgimento dei Veronesi nella conoscenza e nella promozione dello spettacolo lirico. Gratis. Perché, dopo una prima favorevole accoglienza, il Sovrintendente non si è fatto più trovare, respingendo una preziosa disponibilità? E’ questione di idee e di sensibilità.

Terza nota (dicembre 2005). Riferendosi a Castel San Pietro come museo della città, l’allora consigliere comunale Tosi affermava: “Ennesimo piccolo museo che nessuno visiterà. Meglio un albergo o un casinò”, come punto di attrazione e di guadagno per le casse comunali”. Nel 2008 qualcuno pensò di creare a Verona, presso l’hotel Leon d’Oro, una succursale del Casinò veneziano, i cui introiti erano abbondanti. L’allora ministro Sandro Bondi fece naufragare l’idea. Erano la cultura o i soldi l’obiettivo del Sindaco?

 

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