Articoli pubblicati nel nostro blog nel giugno – luglio 2012. Numero 6

I dati che abbiamo sulla mafia tra noi, a Verona.

In città si parla da anni (si parla) di investimenti milionari: Alta Velocità, Passante Nord con traforo delle Torricelle e ponte sull’Adige, Nogara-mare, filobus, …. Il ricco boccone può stuzzicare l’appetito della criminalità organizzata.
Anno 2008
– il procuratore Papalia avvia un’indagine sullo spaccio di droga: Verona risulta la prima provincia veneta per quantità di droga intercettata: il 30% di quella regionale.
– Novembre. Degli 11.552 terreni, appartamenti e immobili confiscati alla mafia in Italia, 71 sono in Veneto e, di questi, 25 in provincia di Verona: a Sanguinetto, Cerea, Castel d’Azzano, Oppeano.
Anno 2009
– Oppeano. Vengono sequestrati beni intestati ai fratelli Zucco, originari di Locri, della ‘Ndrangheta della Locride, per un valore di 200.000 euro. Sono ufficialmente camionisti, coinvolti in traffici di stupefacenti insieme con cittadini del veronese. Uno di loro, Roberto, è ritenuto della ‘Ndrangheta.
– I Ros stroncano un’organizzazione di spacciatori riferibile a Rocco Anello (cosca Anello-Fiumara, di Vibo Valensia), titolari di un ditta di autotrasporti con sede a Dossobuono, utilizzata per portare droga dalla Calabria al Garda. Risiedono a Mozzecane. A Mozzecane, nel gennaio 2011, è arrestato il cognato di Francesco Bartucca.
– Fine 2009 – inizio 2012. Dati Dia: magistratura e forze dell’ordine arrestano, a Verona e Belluno, per traffico di droga, esponenti delle cosche di Corigliano calabro e di Vibo Valenzia.
Anno 2010 – La mafia sul lago di Garda appare pericolosa e radicata.
– Secondo il giornalista reggino Enzo Guidotto, a Castelnuovo c’è il clan camorrista della famiglia Licciardi: settore tessile.
– Zona Peschiera: sono sequestrati sei appartamenti (2 a Sirmione, 4 a Peschiera) a Ciro Cardo, cognato di Pietro Licciardi. Ambito tessile. Ciro Cardo abita a Peschiera dagli anni 80; si muoveva anche nel settore degli ambulanti e della lavorazione delle pelli.

Anno 2011 – Gennaio. Con 15 provvedimenti restrittivi la Procura debella una organizzazione di trafficanti di droga. La gestivano affiliati alla cosca Anello-Fiumara (Vibo Valensia), con a capo Francesco Bartucca.
– Marzo. A Bovolone la Squadra mobile arresta Cesare Dromi, accusato di omicidio, imparentato al clan dei Pesci di Rosarno.
– Marzo. Roberto Saviano parla degli affari illeciti del clan Licciardi sul Garda.
– Luglio. A Zimella e Roncanova: sequestro di appartamenti e terreni agricoli e di quote della “Real Costruzioni srl”, con sede legale a Verona. Tutto riconducibile a Domenico Multari, crotonese, del clan Dragone. A Zimella vivevano tre fratelli calabresi originari di Cutro, imprenditori edili, due dei quali uccisi a Crotone nel gennaio 2011. Verona è terra d’affari di Multari, pregiudicato per ricettazione, sequestro di persona, omicidio colposo ed estorsione; vi risiede dal 2004. Possiede cinque case: una a Gazzo, tre a Zimella, una a Cropani (Catanzaro); sei terreni agricoli a Zimella e il 60% delle quote della Real Costruzioni, società edile intestata ai figli, motociclette, una Mercedes di grossa cilindrata.
– Un napoletano ritenuto vicino al clan Licciardi viene condannato per usura.
– Due latitanti calabresi sono stati arrestati nel veronese.
Anno 2012
– Gennaio. Garda. Una ditta calabrese in odor di ‘Ndrangheta si è infiltrata negli appalti pubblici di Garda. Vinta la gara d’appalto, il Consorzio Primavera di Reggiolo, nel 2010, ha concluso il Centro Ecologico del paese e ha incassato oltre mezzo milione di euro.
La minoranza denuncia: “Si è aggiudicata un appalto a Garda una ditta rappresentata dalla famiglia Todaro, originaria di Cutro (Crotone), che nel 2010 ha ricevuto l’interdittiva anti mafia dal TAR, dal Prefetto di Reggio Emilia e dal Consiglio di Stato. Sembrano sospette costruzioni dove girano milioni di euro in un momento di forte crisi. Ci chiediamo da dove arrivano soldi per costruire case lasciate poi vuote o sfitte e centri commerciali diretti, sul lago, da personaggi del Sud Italia. Da nostre informazioni un intero paese: Acri, in provincia di Cosenza, sta per trasferirsi sul Garda. Per fare i turisti? Gli inquirenti verifichino la provenienza di giri di denaro, di prestanome, di affari immobiliari”.
Sindaco Perotti, consigliere regionale Bendinelli (sindaco nel 2009) e Ufficio tecnico: “Quando è stato emesso il bando di gara, i documenti erano a posto. Hanno partecipato 88 ditte e ha vinto il Consorzio Primavera. Non sapevamo nulla”.
Alcuni Consiglieri di minoranza chiedono al Prefetto e al Procuratore della Repubblica, di commissariare il Comune per sospette infiltrazioni mafiose.
Bendinelli: “Il Comune fa causa alla minoranza e chiede i danni per danno di immagine”.
– Maggio. Gerbera Gialla. Segni della presenza della mafia a Verona: immobili sul Garda; ville e terreni in diverse località della provincia.

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