Articoli pubblicati nel nostro blog nel giugno – luglio 2012. Numero 5

Verona: ci sono o no le mafie nella nostra città ?

Aprile 2011. Da Reggio Calabria arrivano nella sede comunale di Verona il Procuratore Prestipino, il dirigente della Squadra mobile Cortese, il giornalista Badolati. Tema: la presenza mafiosa in terra scaligera. Discorso che fa rabbrividire chi si ostina a pensare che questa terra sia vergine in materia. Prestipino: “A Verona c’è la presenza stabilizzata di cellule criminali di matrice mafiosa”.
Badolati: “Qui lavorano la cosca crotonese dei Vrenna-Bonaventura e il clan di Rocco Anello. Mafia e soprattutto ‘Ndrangheta sono già nel veronese”.
Sono presenti il Prefetto Perla Stancari, solo una decina di Consiglieri e 30 cittadini.
Le Istituzioni non condividono:
– Prefetto Stancari: “Che ci siano infiltrazioni non si può escludere, ma da questo a parlare di connivenza ne passa. I controlli sono stretti”.
– Bruno Biagi, comandante della Finanza: “Infiltrazioni non si possono escludere, ma che Verona sia terra connivente: no. E’ territorio economicamente florido, quindi appetibile per la criminalità, ma escludo il parlare di mafiosità”.
– Paolo Edera, comandante dei Carabinieri: “Questo è tessuto sano, con alla base il rispetto delle regole. Niente da paragonare con altre realtà”.
– Michele Rosato, questore: “Questo non è territorio dove la criminalità organizzata è radicata. Non credo che potrà radicarsi”.
– Procuratore Papalia: “Verona è città ricca, da tempo nel mirino della criminalità organizzata. Il rischio è l’ingresso nell’attività amministrativa. La seduzione: offerta di voti e di liquidità”.
– Maino Marchi (P.D.): “Le mafie non hanno limitazioni territoriali. Verona è nell’occhio della Direzione investigativa antimafia per droga e armi. L’infiltrazione è difficile perché le mafie non riescono ad avere il controllo politico; c’è meno lavoro nero e meno richiesta di protezione. Le ultime indagini però dipingono un panorama inquietante. Il rischio è di arrivare troppo tardi”.

– Pierpaolo Romani: “L’infiltrazione è iniziata e in alcune zone si è radicata. Verona e il Veneto non sono terre di mafia, ma terre che interessano alla mafia. Le organizzazioni criminali sono un grosso problema culturale: si confonde il diritto con il favore. Quando votate, non date la preferenza a chi vi ha fatto un favore: non sarete più liberi, ma ricattabili. Non chiedete nulla in cambio: è la differenza tra l’essere mafioso e il non esserlo”.
La marcata diversità di visioni tra le autorità preposte preoccupa. Come può essere che parte delle Istituzioni veda l’infiltrazione mafiosa in un modo e parte in modo opposto? Se non è chiara la verità non si fanno scelte e tutto procede nel buio. Chi vuol bene alla nostra città chiede il più presto possibile una voce unica e precisa che dica a tutti i cittadini se a Verona le mafie sono presenti o no e a quale livello di penetrazione.

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