Archivi del mese: gennaio 2016

Valutazioni di Tito Brunelli. Perché vive la mafia?

Non possiamo non sapere.

I mafiosi si impongono se hanno molti soldi a disposizione e danno aiuti concreti a chi ne ha bisogno urgente per stare nel mercato e primeggiare nei grandi affari. Si presentano come fautori privilegiati di sviluppo economico e sanno instaurare rapporti profondi con gli imprenditori, trovandosi al posto giusto nel momento giusto.
Non è sufficiente. La forza delle organizzazioni criminali mafiose sta nell’occuparsi degli interessi spiccioli e delle attese delle comunità e delle singole famiglie e persone; nelle offerte di lavoro e di sostegno economico in caso di bisogno; nella capacità di realizzare velocemente interventi a favore della gente semplice, che vede chi deve ringraziare per un’offerta di lavoro a chi, disperato, lo cerca da tempo; nel dare un sostegno economico a chi ne ha grande bisogno. Questa ‘capacità’ crea credibilità nei confronti del contesto sociale, rendimento di grazie, legami interpersonali duraturi, che diventano disponibilità a collaborare e ad appoggiare il ‘benefattore’ dal punto di vista politico, imprenditoriale, bancario, informatico. I mafiosi si impongono se e perché sanno stare in mezzo al popolo, offrendogli speranze. Se c’è ancora domanda di mafia è perché i servizi illegali sembrano offrire soluzioni rapide ai problemi, mentre quelli legali sono lenti e faticano ad arrivare.
La criminalità si organizza come un’impresa che produce e scambia beni e servizi.
Il discorso vale nei confronti delle pubbliche amministrazioni. Le mafie controllano il territorio se sono concretamente ed economicamente vicine al Sindaco e all’amministratore che ha l’urgenza di realizzare opere, per garantirsi il successo, anche elettorale. Continua a leggere

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Interventi autorevoli: 3

Settembre 2015. Esce il volume “Mafia a Nord-Est”. Edito da Rizzoli.
Il Nord Est è motore economico e imprenditoriale dell’Italia e ultimo baluardo contro l’avanzata delle principali organizzazioni criminali da decenni alla conquista del Paese. Il libro si colloca nell’inquietante scenario delle infiltrazioni di ‘ndrangheta nel Triveneto e squarcia il velo di “silenzio interessato che lascia da tempo campo libero ai clan e ai loro alleati”. La mappa viene delineata attraverso atti giudiziari, testimonianze e intercettazioni che fanno emergere “la rete della ‘ndrangheta che, riproducendo un modello ormai collaudato anche lontano dalla Calabria, assedia con discrezione imprese e pubbliche amministrazioni, conquistando cantieri e appoggi politici tra Verona e Padova. I fedelissimi dei boss gelesi hanno deciso di spostarsi sulla piazza incontaminata di Pordenone, per fare man bassa di appalti. Insomma nel Nord Est non c’è la mafia: ci sono tutte le mafie”, che portano corruzione, riciclaggio di denaro, traffico di droga e di armi, disastri ambientali, infiltrazioni nelle ditte appaltatrici di Fincantieri per finire con il “business del tarocco”. Continua a leggere

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Interventi autorevoli: 2

Agosto 2015. Don Luigi Ciotti: “Verona fa gola alla criminalità: dopo Venezia, che ne ha 37, è la seconda città del Veneto per numero di beni immobili confiscati a mafia, camorra e ‘ndrangheta: sono 25: a Sanguinetto: 6; a Bussolengo: 5: a Cerea: 4; a San Giovanni Lupatoto: 3; a Verona città: 2; a Erbé: 2; a Castel d’Azzano, Oppeano e Isola della Scala: 1.

La penetrazione delle mafie al Nord nasce da un vuoto etico, da una povertà non materiale ma morale. Troppo a lungo si è pensato alle mafie come a realtà di certe regioni e a fenomeni strettamente criminali, senza vedere che la loro forza è soprattutto al di fuori di esse: nelle connivenze e complicità, nell’indifferenza, nella presunzione che quello del crimine organizzato sia problema di altri. Le mafie hanno sempre mirato a infiltrarsi nell’economia e a condizionare la politica. Lo hanno fatto in passato e continuano a farlo, con nuovi strumenti e maggiore capacità di penetrazione, approfittando di un tessuto sociale oggi molto fragile e disgregato. Hanno trovato terreno fertile nell’individualismo irresponsabile, nella povertà delle relazioni e dei legami sociali, nella riduzione del lavoro a merce, nella perdita di coscienza civica e di senso del bene comune, nelle leggi fatte non a tutela di tutti, ma per garantire il privilegio di pochi”. Continua a leggere

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Interventi autorevoli: 1

Agosto 2015. La Direzione distrettuale antimafia di Venezia presenta una relazione, inserita nel rapporto annuale della Direzione nazionale antimafia.
“Se la criminalità organizzata penetra nel tessuto economico del Veneto è anche a causa della sottovalutazione del fenomeno da parte delle Amministrazioni locali che non operano un contrasto efficace”.
Il dossier sul Veneto “coglie segnali di una progressiva intensificazione delle presenze e degli interessi delinquenziali caratterizzati da metodi o collegamenti con le mafie meridionali; ribadisce l’assenza, nel contesto locale, di fenomeni violenti; segnala la sempre più significativa operatività, in Veneto, di gruppi originari del Sud Italia, il cui insediamento, principalmente legato a motivi economici, tende a diventare sempre più stabile. In tale scenario si inseriscono i collegamenti con le locali realtà delinquenziali, ma anche imprenditoriali e commerciali, che lasciano ipotizzare strategie penetrative nel tessuto economico, anche al fine di riciclare capitali illeciti. I rischi di infiltrazione della criminalità organizzata, italiana e straniera, nel tessuto produttivo veneto risultano molto alti, attesa l’elevata appetibilità economica del territorio regionale, a fronte di una ancora insufficiente presa di coscienza da parte di strutture amministrative e sociali, cui spetterebbe l’adozione di più consapevoli strumenti di contrasto preventivo”. Continua a leggere

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Si muove la Prefettura

Per il nuovo Prefetto la lotta alle infiltrazioni criminali nel tessuto imprenditoriale è preoccupazione prioritaria: o si interviene con gli strumenti di prevenzione previsti (interdittive e sequestro dei beni) o si rischia che tra qualche anno la situazione diventi irrecuperabile. Con le interdittive punta a proteggere il tessuto imprenditoriale veronese: “Verona non deve aver paura. Noi non dobbiamo abbassare la guardia; dobbiamo essere molto attenti. Il fatto che non ci sono omicidi ed estorsioni, non deve far pensare che non vi sia la presenza di criminalità organizzata. Noi, con i carabinieri, con la Divisione investigativa antimafia di Padova e con la Direzione distrettuale antimafia di Venezia, vigiliamo: stiamo raccogliendo ulteriore documentazione. Continua a leggere

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Cambia musica? Sì – No

D’Arienzo e Naccarato (PD): “Tra le città venete Verona ha la maggior presenza di criminalità organizzata. Non parliamo solo di infiltrazioni, ma di presenze: la mafia non sta cercando di penetrare il territorio; c’è già. Finora Verona lo ha sottovalutato: è stata addormentata e infastidita; si è sempre ritenuta avulsa dalla malavita organizzata. Le associazioni mafiose considerano questa città, bellissima e sicura, una bellissima e sicura cassaforte, strategica per la logistica. C’è gente che, pur in arresto, decide di trasferire le proprie attività a Verona: è fatto inaudito. Perché persone di uno spessore criminale elevato decidono di spostare le loro attività nel veronese? La ‘ndrangheta non investe a caso: Continua a leggere

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Ascoltiamo il sindaco Tosi

Tosi: “Che ‘ndrangheta e criminalità organizzata cerchino di infiltrarsi nel tessuto imprenditoriale ricco non è novità: acquistano aziende per ripulire il denaro sporco. Ma un conto è la loro capacità di infiltrarsi in aziende private e un altro è infiltrarsi nell’Amministrazione comunale. A noi interessa questa capacità di infiltrarsi nelle pubbliche amministrazioni. Rosy Bindi ha cercato di far credere questo, ma è stata smentita dal suo segretario politico. Da quando sono sindaco, ma anche prima, non è mai accaduto che associazioni mafiose si siano infiltrate nel Comune di Verona, né tra amministratori né tra i dipendenti. A Verona non esiste un appalto in cui un funzionario, un dirigente o un politico sia accusato di relazioni mafiose. Continua a leggere

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