Valutazioni di Tito Brunelli. Perché vive la mafia?

Non possiamo non sapere.

I mafiosi si impongono se hanno molti soldi a disposizione e danno aiuti concreti a chi ne ha bisogno urgente per stare nel mercato e primeggiare nei grandi affari. Si presentano come fautori privilegiati di sviluppo economico e sanno instaurare rapporti profondi con gli imprenditori, trovandosi al posto giusto nel momento giusto.
Non è sufficiente. La forza delle organizzazioni criminali mafiose sta nell’occuparsi degli interessi spiccioli e delle attese delle comunità e delle singole famiglie e persone; nelle offerte di lavoro e di sostegno economico in caso di bisogno; nella capacità di realizzare velocemente interventi a favore della gente semplice, che vede chi deve ringraziare per un’offerta di lavoro a chi, disperato, lo cerca da tempo; nel dare un sostegno economico a chi ne ha grande bisogno. Questa ‘capacità’ crea credibilità nei confronti del contesto sociale, rendimento di grazie, legami interpersonali duraturi, che diventano disponibilità a collaborare e ad appoggiare il ‘benefattore’ dal punto di vista politico, imprenditoriale, bancario, informatico. I mafiosi si impongono se e perché sanno stare in mezzo al popolo, offrendogli speranze. Se c’è ancora domanda di mafia è perché i servizi illegali sembrano offrire soluzioni rapide ai problemi, mentre quelli legali sono lenti e faticano ad arrivare.
La criminalità si organizza come un’impresa che produce e scambia beni e servizi.
Il discorso vale nei confronti delle pubbliche amministrazioni. Le mafie controllano il territorio se sono concretamente ed economicamente vicine al Sindaco e all’amministratore che ha l’urgenza di realizzare opere, per garantirsi il successo, anche elettorale.
Le organizzazioni mafiose recuperano soldi nel silenzio: chiedono soldi in cambio di protezione; scambiano merce; entrano nella finanza; attraggono chi ha soldi ‘sporchi’ e li deve investire senza creare sospetti. I mafiosi, per operare nell’economia legale, attivano imprese che fanno da schermo alle attività illegali.  Occorre però essere chiari: alla base di ogni impero mafioso, anche di quello colossale della droga, ci sono il cemento e le speculazioni edilizie. La mafia affonda i suoi affari nel cemento, che porta ricadute in tutta l’economia. I grandi progetti edilizi portano soldi nell’immediato.
Se i soldi fanno comodo e li vedi a portata di mano, è difficile pensare che essi portano inquinamento, impoverimento del territorio, difficoltà all’agricoltura e alla qualità della vita: più case significa più traffico, meno spazio, più inquinamento. Così si fanno scappare i turisti che evitano luoghi cementificati e inquinati. In Veneto dal 1991 al 2006 si sono costruiti 3.108.000.000 di mc di cemento, deturpando uno dei territori più belli del mondo.
La lotta alla mafia è lotta per la bellezza del paesaggio.
L’Italia è ancora un paese bello? La risposta è “Sì”, ma il momento è decisivo: se continueremo a svendere il territorio dandolo in pasto alle speculazioni edilizie per riempirci le tasche, l’Italia non ce la farà.
Un dato va tenuto ben presente: per lavorare nell’edilizia sono molto importanti, anzi essenziali le pubbliche amministrazioni, che gestiscono il territorio a nome del popolo. In un momento in cui i Comuni hanno pochi soldi e hanno scarse possibilità di procurarseli lecitamente, la tentazione di rivolgersi a chi li ha e può gestirli senza intoppi burocratici è molto forte. Diventa così più facile cascarci, anche con le migliori intenzioni. Poi si è in gabbia. Le istituzioni hanno il compito di garantire il benessere di tutti i cittadini e di tutelare la legalità. Sanno che la criminalità organizzata non conosce confini e che la sua “offerta di aiuto” è sempre possibile e allettante, soprattutto per chi ha la smania del fare e non riesce. I segnali sono allarmanti. Ricordiamo che, nel veronese, solo tre Amministrazioni aderiscono alla rete degli enti locali per la formazione civile contro le mafie.
La provincia di Verona è territorio ricco e sano; attrae la criminalità organizzata che ha bisogno di ‘pulire’ denaro di attività illecite e di muovere denaro. Verona è terra di malavita almeno dagli anni 30. E’ sempre stata terra di confino ed è un fondamentale snodo logistico Qui non c’è solo la mafia dei ‘colletti bianchi’. Ci sono diversi tipi di organizzazioni criminali. Urge l’attenzione degli enti locali.

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