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Settembre 2015. Esce il volume “Mafia a Nord-Est”. Edito da Rizzoli.
Il Nord Est è motore economico e imprenditoriale dell’Italia e ultimo baluardo contro l’avanzata delle principali organizzazioni criminali da decenni alla conquista del Paese. Il libro si colloca nell’inquietante scenario delle infiltrazioni di ‘ndrangheta nel Triveneto e squarcia il velo di “silenzio interessato che lascia da tempo campo libero ai clan e ai loro alleati”. La mappa viene delineata attraverso atti giudiziari, testimonianze e intercettazioni che fanno emergere “la rete della ‘ndrangheta che, riproducendo un modello ormai collaudato anche lontano dalla Calabria, assedia con discrezione imprese e pubbliche amministrazioni, conquistando cantieri e appoggi politici tra Verona e Padova. I fedelissimi dei boss gelesi hanno deciso di spostarsi sulla piazza incontaminata di Pordenone, per fare man bassa di appalti. Insomma nel Nord Est non c’è la mafia: ci sono tutte le mafie”, che portano corruzione, riciclaggio di denaro, traffico di droga e di armi, disastri ambientali, infiltrazioni nelle ditte appaltatrici di Fincantieri per finire con il “business del tarocco”.
Un capitolo (di Luana De Francisco, Ugo Dinello e Giampiero Rossi), dedicato a Verona, prende le mosse dalla ricostruzione della figura di Giovanni Barone, arrestato e condannato per il fallimento della Rizzi costruzioni: “Se ne accorge il curatore fallimentare: segnala scie di soldi usciti dalle casse aziendali senza motivo tra il 2008 e il 2010 e dirottati verso società riconducibili allo stesso Barone a scapito di creditori e dipendenti”. A Verona, “almeno dal 2012, una dopo l’altra, le relazioni delle forze di polizia segnalano insediamenti di figure legate alla criminalità organizzata. La posizione geografica strategica e il grande dinamismo economico rendono Verona interessante anche per la mafia imprenditrice: la ‘ndrangheta”. Il velo si alza su corruzione, traffico di droga e riciclaggio: “In Lombardia la presenza della mafia è conclamata da tempo. La ‘ndrangheta è arrivata in Veneto seguendo l’odore dei soldi. A Verona bisogna ancora convincere qualcuno che la criminalità organizzata al Nord c’è. La peculiarità di questa città è che la malavita ha mostrato interesse per le operazioni urbanistiche ed è arrivata a bussare alle porte del potere”.

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