Dati sconcertanti

Gli investigatori dell’Arma: “Gualtieri Antonio, conversando con Salvatore Minervino, contabile del clan emiliano, si vanta di aver personalmente conosciuto Sindaco e vice di Verona, nel febbraio 2012”. Non sarebbe stata l’unica occasione di incontro con i vertici dell’Amministrazione veronese. Nel marzo 2012 gli inquirenti registrano una telefonata a Roberta Tattini, madre di Nicolis: “Dopo quella riunione tutti sono andati a pranzo con Moreno; era presente anche il Sindaco di Verona, con altra gente”. Sono personaggi che cercano l’aggancio con il sindaco Tosi, tramite l’imprenditore Moreno Nicolis, uscito indenne dall’accusa di essere colluso ai Grande Aracri e tuttora indagato per tentata estorsione.

Grazie a decisioni urbanistiche dell’Amministrazione Tosi, Moreno Nicolis ha visto andare in porto due progetti che gli stavano a cuore:

la riconversione dell’area di Forte Tomba da industriale a commerciale e l’ampliamento dell’area dove sorge il suo stabilimento. Entrambi affari di cui aveva parlato con l’uomo del clan.

Ci sono altri episodi di sospette interferenze tra Amministrazione comunale veronese e mondo della criminalità organizzata. Il 9 marzo 2014, una informativa dei Carabinieri di Crotone documenta che ”alcuni componenti della famiglia Giardino, di Isola Capo Rizzuto, operano su Verona, luogo della loro dimora, in operazioni finanziarie e negli appalti pubblici, in quanto titolari di diverse attività economiche”. Alfonso Giardino risiede a Sona (VR). I carabinieri scrivono che ”dalle intercettazioni sono emersi i rapporti tra i Giardino e amministratori locali di Verona. I Giardino hanno sostenuto elettoralmente l’attuale Amministrazione comunale facente capo al sindaco Tosi. Si rileva il lavoro con l’assessore Marco Giorlo per ottenere appalti pubblici”.

I Giardino, attraverso Arduini Marco, si sono infiltrati nell’Amministrazione veronese e sono giunti all’assessore Giorlo, per ottenere lavori e altre utilità (assunzioni in Comune?).

In numerose intercettazioni Alfonso e Francesco Giardino e Marco Arduini discutono di affari da realizzare a Verona in collaborazione con il Comune, come “la sostituzione di tutte le illuminazioni a Verona, un centro sportivo in località San Michele e un asilo a Santa Lucia. Alfonso Giardino afferma di aver procurato a Giorlo molti voti: “L’ho aiutato davvero: te lo posso giurare. Non so quanti voti; quanti gliene ho tirato fuori non ne hai nemmeno l’idea. Mi sono massacrato. Grazie a Dio, è riconoscente. Mi ha detto: “Io per i Giardino faccio tutto, perché i Giardino mi hanno aiutato”. E’ il responsabile dei centri sportivi di Verona: di tutti. Sono sotto le sue mani”.

Nei mesi successivi i Giardino lamentano che Arduini non sia in grado di mantenere gli impegni presi con loro e che Giorlo si stia dimenticando di loro, che lo hanno aiutato a diventare assessore.

 

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