Nuove da Bologna, Brescia e Catanzaro

Rilevanti novità investigative arrivano da queste tre Procure, con arresti in Emilia e nel mantovano. Sono coinvolte aziende di Verona.

Bindi: “L’indagine Aemilia ha sradicato la ‘ndrina del clan cutrese dei Grande Aracri, i cui referenti lavano il denaro sporco in riva all’Adige. Episodi in passato sottovalutati vanno riletti in una nuova, preoccupante luce”.

– La Dda (Direzione distrettuale antimafia) di Brescia cita Verona più volte. Esempio: il Pm chiede a un collaboratore di giustizia se a Verona ci siano ‘ndrine.

Risposta: “No. Su Verona ci sono solitari; la maggior parte sono gruppi; ci sono anche cutresi. Verona è punto di riferimento. C’è un gruppo al quale ci appoggiamo”.

– Nell’inchiesta della Dda di Bologna emergono gli interessi del clan-famiglia Grande Aracri per alcuni affari immobiliari veronesi, che hanno bisogno di un imprimatur politico. Si incontrano nomi di insospettabili (Galasso e Larosa) , residenti a Sona.

Le informative dei carabinieri raccontano le complesse trattative che vedrebbero “un possibile interessamento di alcuni personaggi politici di primo piano del Comune di Verona. Detti personaggi politici intrattengono rapporti con Moreno Nicolis, che ha già fatto presente ai politici il loro interessamento all’acquisizione dell’area ex Tiberghien, a Verona”. Nicolis precisa che è bene intrattenere rapporti con questi politici, perché conoscono eventuali orientamenti sulla edificabilità di aree cittadine. Gualtieri Antonio appare molto interessato a tali conoscenze politiche, soprattutto in prospettiva futura. Sono forti gli interessi della cosca negli affari urbanistici veronesi, che hanno portato un loro esponente a incontrare, almeno in due occasioni, il sindaco Tosi e il suo vice Giacino. Si parla di un imprenditore cerniera tra il clan Grande Aracri e l’Amministrazione comunale. L’emissario delle cosche di Isola Capo Rizzuto giura di aver procurato voti ad attuali amministratori. In base a registrazioni, gli investigatori ricostruiscono: l’uomo del clan è Gualtieri; l’imprenditore veronese tramite per i contatti con l’Amministrazione veronese è Moreno Nicolis.

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