La ‘ndrangheta a Verona?

La grande preoccupazione

Gennaio 2015. Si chiude “Aemilia”: una delle maggiori indagini antimafia che l’Italia ha conosciuto. Novità: non riguarda le solite regioni del Sud, ma importanti regioni del Nord: Emilia Romagna, Veneto e Lombardia. Gli indagati sono 224. Sono coinvolti potentati economici. Appare chiaro il legame tra cosche, in particolare calabresi, e imprenditori e politici del Nord.

Domanda: “Chi tra noi sa che c’è stata questa indagine? Chi ne ha sentito parlare? Eppure influenza e influenzerà per anni la vita dell’Italia. Basta leggere quanto pubblichiamo per rendercene conto.

A chi va bene che il silenzio continui?Guardando a noi, Verona è dentro fino al collo. Basti un dato: ‘ndranghetisti di alto profilo, dal carcere dove sono rinchiusi, hanno deciso di trasferire a Verona le loro attività economiche.

Verona al centro. Verifichiamo, a distanza di 60 anni, i risultati dell’aver inviato al confino al Nord mafiosi del Sud.

Marzo 2015. Parecchi segnali fanno temere che la criminalità organizzata tenti di radicarsi nel territorio veronese e veneto. E’ necessario fare chiarezza e capire i rischi, tanto più perché, nel prossimo periodo, Verona sarà interessata da grandi opere e da grandi investimenti.

A Verona succede un fatto sconvolgente: la Commissione parlamentare antimafia arriva nella nostra città per verificare corruzioni emerse in varie inchieste che la riguardano. Questo in una terra che i Veronesi ritengono inaccessibile alle mafie.

La presidente Rosy Bindi: “La Commissione approfondirà la possibile presenza delle mafie a Venezia e a Verona, anche in relazione alle inchieste che fanno emergere presenze radicate e tentativi di infiltrarsi anche nella pubblica amministrazione”. Quanto emerso negli scorsi mesi dall’inchiesta “Aemilia” getta una luce nuova anche su fatti del passato già presi in considerazione e non ritenuti gravi. Oggi ci sono elementi per valutarli in una nuova luce e collegarli tra loro.

La Commissione ha ascoltato Prefetto, Questore, Procuratore, comandanti dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, Direzione investigativa antimafia di Padova, rappresentanti di associazioni: Libera, Legambiente, Avviso Pubblico, Camera di Commercio.

Si sfoglia un libro che si è iniziato a scrivere negli anni Cinquanta, quando molti mafiosi sono stati mandati al confino in Veneto, come i Licciardi, della Gomorra di Saviano, mandati al lago di Garda.

 

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