Dove collocare il Museo di Storia Naturale ?

Dopo tanti tentennamenti il Comune ha deciso: sede del Museo è Castel San Pietro. Il Comitato sgomita: “Alla base della scelta della sede deve esserci una visione complessiva: un progetto di ampio raggio che valorizzi la collezione di palazzo Pompei e crei occasioni di turismo culturale”. Castel San Pietro non consente la fruizione del museo; mette a disposizione solo 6.000 mq: non sufficienti ad accogliere collezioni e strumentazione per ricerca e didattica. La sede naturale è l’Arsenale, con i suoi 20.000 mq coperti utilizzabili e con 44.000 mq all’aperto, per installazioni e attività didattiche. Un Museo di Storia Naturale ha bisogno di spazi per la ricerca e per conservare preziosi documenti, che a Castel San Pietro non ci stanno. Inoltre “il dialogo tra visitatore e spazio museale deve essere continuo; bisogna organizzare corsi, favorire l’attività di ricerca e la corretta conservazione dei beni”.

Il modello è il Muse: il Museo della Scienza di Trento, progettato da Renzo Piano alle porte della città. Si estende per 12.600 mq. In un anno i visitatori sono stati mezzo milione.

Doveva nascere a Verona un museo di storia naturale moderna, dalla preistoria alla flora-fauna dei nostri giorni. Verona ha molto di più: i fossili di Bolca (patrimonio unico, studiato da ricercatori di tutto il mondo), la Lessinia, i tesori del Baldo, la grotta di Fumane: un filo diretto con gli uomini preistorici. Per spiegare i fossili, si potrebbe ricreare il mare come era in Lessinia. Si potrebbe ricostruire la grotta di Fumane con manichini di uomini preistorici, come a Bolzano, con il museo di Oetzi e la mummia del Similaun.

Ma a Verona non si è fatto nulla di questo: si ipotizzano negozi, uffici circoscrizionali, spazi per la Fondazione Arena e per il quartiere.

L’Amministrazione però resta sulle decisioni prese: “Il museo va a Castel San Pietro”.

Ironia della sorte: il Comune valuta se ricavare, in edifici dell’Arsenale da ristrutturare, magazzini a disposizione del Museo di Storia Naturale ora a palazzo Pompei: non c’è posto a Castel San Pietro.

Massignan (Italia Nostra): “Sconcerta la mancanza di programmazione su localizzazione e gestione del patrimonio. Verona è un prezioso giacimento culturale: va rispettato, conservato e valorizzato. Invece chi amministra pensa a svuotare i palazzi avuti in eredità per vendere e fare cassa. L’Arsenale è il simbolo di come l’Amministrazione, in gravi carenze economiche, scelga di vendere o alienare per quasi 100 anni beni che appartengono alla comunità veronese. Trento ha una politica diversa: il Muse. I progetti pensati da Chipperfield prevedevano all’Arsenale il Museo di Storia naturale, una sezione del museo di Castelvecchio e un parco tematico, all’interno della struttura storico-militare. Si sarebbe trattato di un ‘unicum’ in Europa e si sarebbero potuti avere finanziamenti europei. Manca un piano regolatore dei contenitori monumentali di proprietà pubblica, che consenta di capire quali risposte si potevano ricavare dal loro corretto utilizzo. Oggi le scelte sul loro destino sembrano prese senza logica. Si ha l’impressione che manchi o si voglia far mancare una programmazione sulla destinazione del nostro patrimonio storico culturale. Così si perde l’opportunità di dotare Verona di un ottimo e omogeneo impianto museale”.

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Archiviato in Amministrazione Tosi, Ex Arsenale, Urbanistica, Verona militare

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