……come Cancrini

Gennaio 2015. Il PD prende in giro l’Amministrazione: “L’ottavo anno dell’Amministrazione Tosi realizza la prima grande opera: l’Arsenale. Dopo i flop e le false partenze di traforo, filobus, Ca’ del Bue, cimitero verticale, Piano degli Interventi, hotel Lux, TAV, rilancio della Fondazione Arena, indebitamento di AGSM, riduzione dei costi della macchina comunale, legalità e trasparenza amministrativa, politiche della casa, riduzione delle tasse comunali, sicurezza a Veronetta, … arriva finalmente l’ora del riscatto: si recupera l’Arsenale”.

C’è un ma: “Interpellati sul parere di AGEC sul project financing, gli Uffici comunali sono caduti dalle nuvole: “Nulla è pervenuto. Appena ne saremo in possesso, sarà nostra cura trasmetterlo”.  La riqualificazione dell’Arsenale rischia la fine del filobus: annunciato, ma mai partito.

Bertucco: “La solita politica degli annunci: niente di nuovo. Come il parere Cancrini per il traforo delle Torricelle. Intanto l’Arsenale cade a pezzi e i 12 milioni disponibili restano inutilizzati. Il Sindaco cocciuto prosegue sulla strada intrapresa: non considera le alternative e pazienza se il nuovo project condanna all’abbandono l’intera corte ovest”.

Il Comitato “chiede:

– a che titolo e con quali competenze AGEC si è espressa sulla legittimità del project? Per dichiarare legittima la nuova proposta non basta il parere di AGEC, che non ha titolo per esprimerlo. E’ necessario rivolgersi all’Autorità anticorruzione. Il project prevede il rischio di impresa, ma non il rischio di gestione, obbligatorio secondo il Codice degli Appalti;

– se il progetto è stato modificato, l’iter burocratico deve partire da zero;

– la corte ovest resta al Comune: sarà restaurata o resterà nel degrado attuale? E’ grave se viene abbandonata al suo destino, essendo disponibili 12 milioni;

– l’intervento del governo Renzi.

Appena avremo gli atti che il Comune tiene gelosamente nascosti, coinvolgeremo ogni ente competente. Sono da valutare se procedere con un intervento solo pubblico e la durata della concessione che potrebbe calare dai 99 anni”.

– Benciolini (M5S) chiede “un piano complessivo di gestione degli edifici pubblici”. Riferisce di un “piano di fattibilità che il Comune sta elaborando per destinare la corte ovest ad ospitare biblioteca, laboratori e uffici del Museo di Storia Naturale. Spesa, altissima: 6 milioni; più dell’incasso della vendita di palazzo Pompei. Il dirigente ing. Ortolani ipotizza la ristrutturazione di una palazzina della corte ovest per sistemarvi parte del Museo di Storia Naturale che non trova posto a Castel San Pietro.

Assessore Casali: E’ una delle idee. La corte ovest non rientra nel project; sarà gestita da noi. Come si può valorizzare e come raccogliere i fondi per ristrutturarla con finalità culturali e associative?”.

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Archiviato in Amministrazione Tosi, Ex Arsenale, Urbanistica, Verona militare

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