Valutazioni di Tito Brunelli

Quarta. Amministrazione del “fare” o del “fare nulla”?

“Fare” è da tempo sulla bocca e sui manifesti di Flavio Tosi e dei suoi seguaci. Lo diciamo da sette anni: il “fare” a parole dell’Amministrazione non è mai diventato “fare” nelle opere.
Un esempio: ho letto con un sorriso amaro il depliant con il quale l’allora assessore Paolo Tosato si è presentato alla campagna elettorale che lo ha portato prima in Regione e poi in Parlamento: aveva 8 quadri, ognuno con una “realizzazione”. Tra questi c’era lo spartitraffico verde di viale Piave. Due dei quadri riportavano annunci. E’ il “fare nulla”.
Se rileggiamo il programma di partenza, l’unico punto realizzato è stato l’abbattimento delle ex Cartiere, senza nulla costruire. L’unica opera in città sono i parcheggi: non mancano i limiti, tanto che si parla di denunce e di processi, ma ci sono.
Facciamo notare due stranezze:
– Tosi e sodali hanno il coraggio e la sfrontatezza di ripetere che “fanno”;
– i cittadini veronesi e le associazioni cittadine stanno zitti; non insorgono di fronte alle frottole.
Cosa occorre per saltar fuori e urlare: “Finitela di prenderci in giro!”.
Chiedimoci: quale sano imprenditore può investire a Verona lvorando con un’Amministrazione che, oggi, non è nelle condizioni di garantire nulla? Non può garantire la restituzione delle decine di milioni che Banco Popolare dovrebbe mettere a disposizione per realizzare il filobus. Non può garantire Technital e Mantovani spa circa le compensazioni per realizzare il traforo delle Torricelle. Non può garantire di chiudere il bilancio 2016 se non arrivano i 27 milioni da Esselunga. Non può neppure garantire l’ordinaria amministrazione della città. Meglio procedere con il mondo economico e imprenditoriale, lasciando fuori l’Amministrazione che, per di più, ha venduto quasi tutti i quotati “gioielli di famiglia”, spendendo i tanti milioni ricavati (qualcuno ci spiegherà dove e come) senza aprire nuove prospettive di crescita. Oggi non è più possibile vendere; si può solo svendere. Lo farà l’Amministrazione?
E noi tutti zitti.
Un fatto riteniamo particolarmente scandaloso: per anni il sindaco Tosi ha ripetuto e garantito che, per coprire le spese per grandi progetti, come il Passante Nord con traforo delle Torricelle, cittadini e Comune non avrebbero speso un euro. Come è ammissibile che si arrivi a tanto? Perché non si è spiegato cosa è il project financing? Perché non si è detto che l’incontro tra pubblico e privato apre possibilità, ma porta con sé grandi rischi, come finalmente la Regione Veneto, tardi, cerca oggi di spiegare, mostrando i disastri economici in atto?
Un’altra decisione del Sindaco pare imperdonabile: ha obbligato AGEC a comprare le farmacie del Comune, versando decine di milioni nelle casse comunali. Spetta ad AGEC restituire il mutuo. In questo modo per molti anni AGEC non potrà concretizzare il suo compito originario: aiutare chi non ha casa ad averla. Unico scopo: riempire le casse comunali, anche a discapito dei cittadini, lasciando alla deriva AGEC, privata dei suoi soldi e delle motivazioni del suo esistere.

Presento ora una situazione imbarazzante al solo proporla. Pare impossibile. Ci riferiamo al filobus. Il Sindaco non delega l’opera a un assessore. La seguirà lui direttamente. C’è fretta. Bisogna partire subito. Questo ci sentiamo ripetere da parecchi anni. E anche questa non è la volta buona. Ricordiamo quanto scritto dall’ing. Luciano Ortolani, dirigente dei Lavori Pubblici: “Mancano i progetti preliminari relativi alla nuova sede della cooperativa Genovesa e al parcheggio scambiatore di Verona Est. Parte dell’attività della Genovesa dovrà trasferirsi a corte Marini. Sull’area che la cooperativa lascerà sorgeranno il deposito dei filobus e i nuovo parcheggio scambiatore. Se slitta il trasferimento della cooperativa slitta anche la realizzazione del deposito, dove sono in atto i lavori preliminari. A Verona Est sorgerà un centro commerciale che realizzerà un parcheggio utilizzabile anche per il capolinea del filobus. Ma l’iter è sospeso. In delibera quel progetto non c’è: non può essere inserito tra le opere da fare. Perciò entrambe le opere vengono stralciate dal piano triennale: slittano al 2016. Almeno per il 2015 si cancellano due opere che riguardano il filobus: ennesimo intoppo sulla sua strada”.
Sul tema interviene Francesco Barini, consigliere uscente di AMT: “Il filobus? E’ fermo al palo perché il progetto esecutivo del deposito dei mezzi, alla Genovesa, non c’è, e il progetto e il tragitto dell’intera opera non può essere validato se non si ha a disposizione il nuovo mezzo. I tempi slittano. Finora il Sindaco non ha mai svolto un sopraluogo alla Genovesa. Ci auguriamo che cominci a interessarsi del progetto.
Conclusione: da qualsiasi parte si prenda la questione, ciò che risulta certo è che, nonstante le parole e le ‘spinte’ degli amministratori, i primi passi di avvio del filobus si interrompono. Tutto è rinviato per lo meno di un anno.
Siamo fuori dal mondo!

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