Valutazioni di Tito Brunelli

Seconda. “Cercasi Sindaco, disperatamente”

Indipendentemente dalle condanne giudiziarie, i casi Giacino, Tartaglia, Parentopoli, ‘ndrangheta segnalano che i criteri con cui noi veronesi siamo stati amministrati non sono quelli del bene comune. Verona ha perso la strada della solidarietà, nei confronti sia degli immigrati sia dei concittadini di vecchia data. Diventiamo un insieme di egoismi. Le cause sono molteplici; pesa molto però che chi ha responsabilità non faccia la sua parte. Nei primi anni di governo, Tosi parlava molto. Purtroppo non proponeva un’idea di città; si distingueva nei giochetti della politica e dell’amministrazione; appariva spesso al fianco della Polizia nella cacciata di diseredati; faceva la voce grossa contro i deboli. Da un paio d’anni il Sindaco parla poco, sempre meno. Non fa chiarezza sulle questioni aperte in città: neppure ci pensa. Verona è priva di guida politica. Il Sindaco è assente, perché assorbito dalle sue ambizioni nazionali e perché non sa più cosa dire e cosa fare a Verona: non ha più testa per la città che dovrebbe governare..
Un segno chiaro dello stato di coma della Verona politica è la “scomparsa” del Consiglio comunale. Da almeno un anno non produce una decisione importante. L’ultima parte del 2014 è stata spesa a discutere di cimitero verticale (pensato solo per fare soldi, come per Esselunga) e di emporio della solidarietà (per la solita avversità a tutto ciò che sa di miseri). Con il 2015 le Commissioni consiliari funzionanti sono solo quelle che convoca la minoranza. Il Consiglio comunale non riceve proposte di delibera degne di nota. Nella primavera 2015 il Consiglio non viene neppure convocato. Sindaco Giunta e politica hanno la testa altrove: alle vicende tra Tosi, Salvini, Zaia, Lega Nord, nuovo partito. Con l’estate 2015 tutta la politica veronese gira intorno alla possibile area commerciale Esselunga di fronte alla Fiera. Motivo: portare alle casse comunali più di 23 milioni, da spendere.
Da anni diciamo che, se non ci saranno novità, il Consiglio comunale è destinato a essere uno dei tanti enti inutili. Quello di Verona già lo è.
“Consigli” importanti , nel contesto di una visione di città, da costruire: quale modello di sviluppo economico e quale manifatturiero, anche in settori come green economy, bioedilizia, telecomunicazioni, nano e bio tecnologie; scuola e lavoro; turismo, cultura, innovazione; periferie dimenticate e senza progetti; recupero delle mura cittadine e di spazi abbandonati; individuare un partner internazionale dell’aeroporto Catullo: Venezia o l’asse del Brennero, con Milano, Berlino e Francoforte?; sviluppo della Fiera nel mondo. Aziende pubbliche: le alleanze sono indispensabili; molte città ragionano di una grande multi utility italiana per competere in Europa. E noi? Verona è in drammatico ritardo. Solo AGSM è interessata alla holding delle aziende pubbliche cittadine.

Stefano Bertacco. Una voce chiara dal Centro Destra.

Novembre 2013. “Caro Tosi, meglio un amico critico (ti vuole bene) che un servo sciocco, che è un debole pronto a voltarti le spalle in qualsiasi momento. Verona è una bella addormentata. I problemi sono grandi: operai in cassa integrazione, aziende che chiudono, violenza, accattoni, quartieri sporchi, zone in degrado come l’ex Manifattura Tabacchi o i giardinetti di fronte alle ex Case Gescal (Golosine), parco giochi pericolosi per i bambini, per cattiva manutenzione, riemersione del fenomeno droga. Ma il Comune va a passo di gambero.
Agosto 2014. Nuova lettera: “La città è avvolta da un clima pesante di sospetti, di clientelismo, di guerra tra bande che dilaniano il Centro Destra veronese. Responsabile è il sindaco Tosi che ha compiuto un’operazione da reparto sabotatori senza una strategia che lo portasse a essere il leader del Centro Destra. Hai fatto saltare tutti i ponti e ora ti trovi isolato”. Negativi l’alleanza con Paolo Biasi e un percorso accanto al peggior Vescovo che Verona ha avuto”. I peccati sono di Tosi e delle vicende giudiziarie che hanno travolto la sua giunta. “Abbandoni Verona per accendere Fari in Italia; promuovi le primarie e lasci poco spazio al dibattito, se non quello nelle aule del tribunale per le tue querele nei confronti di chi osa criticarti. Chiedo un confronto leale e aperto. Sono convinto, caro Sindaco, che tu debba riflettere: se veramente hai a cuore la tua città, apri il dialogo all’interno del Centro Destra, ammettendo che in alcuni momenti ti sei fatto accecare da falsi complimenti e cattivi consiglieri. Sono sicuro che non accetterai il confronto: sei troppo abituato a adulatori pronti a trasformarsi in Bruto alla prima occasione”.

Marzo 2015. Bertacco. “Caro Flavio, ti esprimo solidarietà umana e condanno le azioni di Salvini con l’unico scopo di eliminare l’avversario. Nel 2012, dopo 5 anni intensi, di lavoro, di progetti per la città, con un grado altissimo di soddisfazione da parte dei cittadini, ti comportasti in maniera simile a Salvini nei tuoi confronti. Hai fatto saltare tutti gli equilibri; hai estromesso gli altri partiti. Il diktat fu: “O con me o contro di me”. Nessun accordo: o in lista Tosi o in altre civiche da te approvate o fuori dai piedi”. Comprendo il tuo stato d’animo: me lo hai fatto vivere qualche anno fa ponendomi nella condizione di rinnegare la mia storia politica, i miei affetti. Il tuo progetto poteva essere interessante e modificare la visione politica anche a livello nazionale, ma hai preferito fare da solo e oggi purtroppo i risultati sono questi”.

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