Riuscirà la Regione Veneto a metter ordine nei project financing?

Giugno 2015.  Luca Zaia, presidente confermato della Regione Veneto, ripesca due proposte fondamentali: la legge sul contenimento del consumo del suolo, con la previsione di fermare per 2 anni i nuovi insediamenti previsti dai PRG e dai PAT, ma non ancora attuati (la cosiddetta “moratoria del cemento”) e la revisione radicale dei project financing, commerciali e infrastrutturali.
Questi nuovi indirizzi della Regione Veneto possono essere uno schiaffo per Verona.  Perché? Il 22 luglio Luca Zaia accelera: “Il Consiglio regionale già esamina 4 importanti progetti di legge da me presentati”. A giudicare da come è andata nelle commissioni Bilancio e Territorio il passaggio si rivela più lento del previsto. La proposta mira a rivedere drasticamente i project financing nel settore delle infrastrutture.
“In considerazione delle mutate condizioni macroeconomiche e di mercato e delle note vicende giudiziarie degli ultimi 18 mesi, riteniamo opportuno rivisitare i project financing, con rigide verifiche sotto l’aspetto della sostenibilità finanziaria e del pubblico interesse alla realizzazione”. Obiettivo: rendere obbligatoria la procedura di verifica prima della stipula del contratto di concessione, se sono decorsi 18 mesi dalla pubblicazione del bando di gara senza che sia avvenuta l’aggiudicazione, autorizzando la Giunta a contrarre mutui fino a 150 milioni “per la copertura di oneri previsti a carico della Regione”.
Secondo molti consiglieri, di minoranza e di maggioranza, la Giunta può decidere da sola, senza coinvolgerli. Temono di dover rispondere in prima persona circa le penali dovute ai privati che si vedranno revocare le opere.
I project financing al centro dell’attenzione sono 12, alcuni ideati tra il 2002 e il 2008; per questi è stato dichiarato il pubblico interesse, ma non è stata stipulata la convenzione di concessione. Sono il completamento della Valdastico, la Padana inferiore, la Nogara Mare, la nuova Valsugana, il passante Alpe Adria, la Via del mare, il sistema delle tangenziali venete, il Grap di Padova. Il conto è salato.
Stefano Fracasso (PD): “Va rivista tutta la programmazione. Il fabbisogno finanziario va oltre ogni ragionevole disponibilità”.

Piero Ruzzante (PD): “La Giunta cerca la corresponsabilità politica ed erariale del Consiglio. Per anni ci hanno detto che i project erano a posto; adesso vorrebbero che a pagare fossimo anche noi”.
Marino Zorzato (Area Popolare, ex assessore): “Se la Giunta vuole revocare un progetto lo faccia. Perché investe della questione il Consiglio?”.
Finco, capogruppo leghista: “In passato si lamentavano di non essere coinvolti; adesso protestano perché vengono interessati? L’eventuale responsabilità erariale va ponderata, con il giusto tempo”.

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Archiviato in Amministrazione Tosi, La Verona del sindaco Flavio Tosi, Verona e il suo Territorio

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