Seconda batosta

La Regione guarda con sospetto il project financing.  E la Verona dei project financing che fa?

 Febbraio 2014. Corte dei Conti del Veneto: “Il project financing consente alle Amministrazioni di costruire opere pubbliche ad alto costo con il concorso di privati; però la modalità va rivista a favore dei Comuni, che ne devono trarre vantaggio”. Il rischio riguarda la realizzazione dell’infrastruttura: la ritardata consegna, il mancato rispetto degli standard predeterminati, costi aggiuntivi di importo rilevante, deficienze tecniche, interventi esterni negativi, il rischio ambientale.
La Regione decide di rivedere i project financing. Luca Zaia: “Quelli sulle infrastrutture vanno bene: le spese si ripagano con i pedaggi. Per quelli della Sanità (ampliamento, ammodernamento, realizzazione di nuovi ospedali), complici i servizi per calore, mensa e pulizia, non ci siamo”.
Maggio 2014. 
Commissione urbanistica regionale: “Affrontiamo contratti capestro, con interessi annui del 14-15%: non riusciamo a liberarci. Si è firmato senza consapevolezza delle ricadute finanziarie”. E’ difficile rispettare le condizioni onerose contenute nei contratti già firmati, in particolare per la costruzione di nuovi ospedali. La commissione presenta al Consiglio regionale veneto una legge: ogni proposta di project financing dovrà essere votata dal Consiglio regionale. Basta project financing su sanificazione, riscaldamento, pulizia, gestione di mense e pedaggi.
Il presidente Zaia chiede al Governo una legge che permetta alla Regione di mettere in discussione i contratti firmati. “I privati hanno il diritto al rispetto dei patti e la Regione ha il diritto di rivalutare gli accordi in base alle mutate condizioni economiche”.
Giugno 2014. 
Luca Coletto, assessore alla Sanità: “Condivido l’allarme di Zaia. Per fare le opere pubbliche ci vogliono le gare. Però con project financing (finanziamento di Regione e Cariverona) a Verona è stato costruito il Polo Confortini e si sta realizzando l’ospedale della donna e del bambino. Il project financing non è da buttar via; deve essere flessibile e venire incontro alle vere necessità, senza ipotecare il futuro”. I project financing non sono adatti per gli ospedali: gli alti costi finanziari ipotecano la programmazione ospedaliera per 20-25 anni, senza la possibilità di rimodulare la potenzialità dei posti letto, visto che quelli per acuti calano a favore di quelli sul territorio”.

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Archiviato in Amministrazione Tosi, La Verona del sindaco Flavio Tosi, Verona e il suo Territorio

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