Mi permettete uno sfogo?

di Tito Brunelli
Il nostro blog non ha un giudizio pregiudizialmente negativo sull’Amministrazione Tosi. E’ evidente invece il giudizio negativo nei confronti della persona Flavio Tosi, sulla base di una conoscenza diretta e prolungata del personaggio, bravissimo nel darla da intendere a proprio favore e nel destreggiarsi nella peggior politica. In questo Tosi è maestro.
Il caso Esselunga è uno dei tanti in cui si può imparare a capire il personaggio.
Per chi non sa (o finge di non sapere) i precedenti, sembra ovvio quanto afferma Luca Giacomelli, che ha gestito l’operazione Esselunga per conto della Polo Fieristico (Comune e Fiera): “Operazione molto importante per la città: valorizza un’area oggi adibita a parcheggio e consente di reperire importanti risorse economiche per la Fiera e per il Comune. I posti di lavoro saranno 120. Sono colpito che un’operazione così importante sia oggetto di linciaggio mediatico strumentale. Tutti si riempiono la bocca di: “Facciamo crescere la città”, “Valorizziamo il patrimonio pubblico”, “Creiamo posti di lavoro” e, quando questo diventa possibile, si è contro, senza senso civico e attenzione ai risultati. Se lavorare a favore del pubblico vuol dire questo … “.
Come stanno le cose?
Il 31 gennaio 2014 il sindaco Tosi e gli assessori Casali e Toffali per il Comune; il vicepresidente Berzacola per la Fiera; Paolo Paternoster per la Polo Fieristico (allora ha gestito l’operazione; oggi, come segretario provinciale della Lega, ne è fiero oppositore) annunciano la vendita dell’area a Esselunga, che vi costruirà un grande supermercato
Giacomelli: “Paternoster ha firmato l’operazione e il bando di gara. Quando abbiamo presentato l’iniziativa si è detto entusiasta. Ha parlato di “giornata storica” per Verona. Mi pare forte questo cambiamento di opinione, ma io non mi intendo di politica …”. Subito dopo l’approvazione della delibera (31-7-15), il sindaco Tosi afferma: “Si sono confrontati due modi di fare politica: quello di chi lavora per la città, per attrarre investimenti ed occupazione e quello di chi farebbe anche il kamikaze pur di far saltare la Giunta. Ieri ha vinto il primo”.
Paternoster si difende: “E’ vero che guidavo l’operazione Esselunga. Da allora sono cambiate tante cose. E adesso dico un secco no, per due motivi: quando vendemmo a Esselunga quel terreno non era previsto un mega insediamento commerciale alle ex Officine Adige. L’idea di portare un supermercato a Verona era allora positiva; ma è sbagliato riempire Verona Sud di centri commerciali, soffocando i piccoli negozi della zona. Secondo: non si possono calpestare norme e leggi come crede di poter fare impunemente Flavio Tosi. Se la Regione Veneto chiede di rispettare certe regole, Tosi non può fare il padrone, com’era abituato a fare. Ciò che succede in Comune in queste settimane è conseguenza del modo di fare arrogante di Tosi, senza rispetto delle competenze altrui. Ma la sua epoca è ormai finita: non ha i numeri per governare”.
Cosa dire del discorso di Paolo Paternoster? Nulla. Chi entra in politica, oggi, nella Lega Nord in particolare, o è “il capo” o dice senza interpretazioni, ciò che “il capo” vuole che dica. Per cui, quando era capo Tosi, Paternoster ripeteva il pensiero di Tosi; ora sono cambiati i “capi” e dice quello che va bene a Salvini e a Zaia. E’ questa la rovinosa realtà a Verona: chi entra in politica o vuole restarci, prima deve dichiarare obbedienza al “capo”, a meno che abbia la forza di diventare “capo”. Altrimenti fa dell’altro. E’ penoso, ma è così.
Non conosco Giacomelli, ma fatico a credere che non se ne intenda di politica e che si sia sorpreso. Sa e fa finta di non sapere. Fa arrabbiare invece ciò che dice Tosi. Non è concesso dimenticare. Quando il sindaco Paolo Zanotto ha proposto di realizzare a Verona il Polo Finanziario, ha annunciato un percorso che poteva portare Verona al centro della finanza nazionale ed europea, mettendo insieme tre potenze di allora: Banco Popolare, Cariverona (ciò che restava in città della gloriosa Cassa di Risparmio) e Cattolica Assicurazioni. Quella sì era una valorizzazione di portata internazionale e avrebbe potuto portare lavoro e prestigio alla nostra città! Il fallimento dell’iniziativa ha collocato Verona ai margini della finanza. Di chi la responsabilità? Di tanti intoppi convergenti, ma non è stato di poca importanza la battaglia frontale di Flavio Tosi. Quale la motivazione, sbandierata in tutti i modi? La grande ricchezza di Verona è la Fiera. Verona la deve sostenere in tutti i modi. Si deve espandere e deve avere spazi adeguati, compresi migliaia di parcheggi (previsti solo a raso, purtroppo). Tutta l’area intorno alla Fiera e quella che sta di fronde alla Fiera, al di là di viale Piave, vanno obbligatoriamente tenute stretta per la Fiera, in modo che le possa utilizzare. Nessuna costruzione va prevista in quell’area. Chi lo vuol fare, ad esempio il Polo Finanziario, è nemico di Verona e del suo futuro sviluppo. Tosi martellava su questo discorso e ha avuto la definitiva vittoria quando è diventato Sindaco. A distanza di qualche anno quasi tutti ce ne siamo dimenticati? Perché nessun giornalista ha ricostruito i fatti? Perché la città e i suoi organismi, anche politici, non ricorda?
Altro punto da non dimenticare (l’Amministrazione Tosi lo ha cancellato. Perché?): da decenni si discute della nuova Verona, che sarà la Verona storica che conosciamo e la Verona che deve venire, che non conosciamo: questa seconda può sorgere solo nell’area Sud della città, sulla base di un grande progetto che deve prefigurare la Verona del futuro: la Verona nuova, con una grande piazza al centro (corrispondente a piazza Bra), con molti servizi per i cittadini e con spazi per la cultura, per il divertimento, per l’innovazione economica e sociale: la città nuova; la città del futuro e dell’innovazione anche architettonica da affiancare alla Verona della storia, dell’arte, della musica. Vendendo gli spazi a disposizione a Esselunga, a Eataly e a tanti altri, si uccide il grande progetto della grande Verona (già prefigurato dal progetto Gabrielli, preparato dalla giunta Zanotto). Fatto gravissimo per chi ama Verona. Terzo aspetto di straordinaria portata, ricordato anche da Paternoster, con un errore grave però: si sapeva benissimo che alle ex Officine Adige sarebbe sorto un grande centro commerciale. Chi non vuole chiudere gli occhi sa che l’Amministrazione Tosi ha deciso di riempire Verona Sud di centri commerciali e di supermercati, grandi e meno grandi, a seconda delle richieste di singoli privati, senza nessun progetto urbanistico. Il Sindaco ha deciso così per far soldi. Siccome in questi anni l’unico mercato delle vendite che tira è il commerciale, a chiunque chiede di comprare territorio prezioso per realizzare un’attività commerciale, il sindaco Tosi risponde sì. Gli interessa solo avere soldi da spendere. Interessa nulla il futuro urbanistico e sociale della città. A lui interessa coprire i buchi di bilancio e poter spendere. Se in questo modo tappa le ali alla città, chi se ne importa? Ciò che conta è che IO possa fare bella figura con i cittadini.
Che un Sindaco pensi a se stesso e non gli importi niente della crescita organica della città è insopportabile. Sono tentato di rifare l’elenco dei palazzi e dei monumenti storici venduti da Tosi. Probabilmente è il campione mondiale in materia. Si potrebbe rifare l’elenco delle aziende legate alla struttura pubblica (AGSM, AMIA e AGEC in prima fila) private delle loro entrate e, nel caso di AGEC, piene di debiti per salvare le casse comunali. Vengono in mente le vendite di azioni, senza riscontro in iniziative di rilancio della città. Ma non ripeto. Abbiamo già scritto tutto.
Questo è Flavio Tosi, sindaco di Verona.

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