Situazione nebulosa e scontri accesi per Esselunga

Per arrivare al voto ci sono volute quattro sedute del Consiglio comunale. Il consigliere Fantoni (lista Tosi), contrario al progetto, passa al gruppo misto. E’ contrario anche Polato, capogruppo di Forza Italia. Giacino sostiene la delibera a spada tratta.
Secondo le opposizioni non fu affatto una svista, ma un modo di “aggirare” la nuova legge regionale sul commercio che, per le grandi strutture di vendita, prevede un iter e dei limiti molto rigidi.
Bertucco (PD): “Grosso affare per il Comune, ma molti passaggi non convincono. Perché si sono bruciate le tappe? Perché le Circoscrizioni sono state chiamate a dare il loro parere solo sulle opere viabilistiche, a Conferenza dei Servizi conclusa? Perché protagonista del procedimento non è il privato che acquisisce l’area, ma il pubblico: il Polo Fieristico, quasi che i privati comperino “chiavi in mano”? Che il Comune avesse abdicato ai suoi compiti di programmazione e pianificazione era noto da tempo. Ma con Esselunga il Comune passa da notaio delle scelte fatte dai privati a semplice passacarte, quasi fosse un’agenzia di pratiche immobiliari.
Tosi e Giacino hanno voluto “l’interpretazione autentica” del Consiglio comunale per dimostrare che, seppure non espresso in modo esplicito, il Piano degli Interventi aveva inteso approvare l’insediamento su quell’area di “una grande struttura di vendita”. La previsione viene “retrodatata” in epoca anteriore alla nuova legge regionale sul commercio e al successivo regolamento. A cascata quindi l’Amministrazione comunale avrebbe potuto by-passare il pesante iter previsto dalla nuova legge e porre lo stravolgimento urbanistico al riparo da possibili e probabili impugnazioni davanti all’autorità giudiziaria amministrativa.

La questione centrale è l’affollamento di iniziative commerciali (ex Cartiere, ex Officine Adige, Esselunga, Eataly, gallerie dell’ex Mercato, …) in una sola area, per di più critica dal punto di vista viabilistico.
Chiediamo all’Amministrazione il rispetto del diritto di informazione delle minoranze: aspettiamo di esaminare la documentazione, in particolare il bando di gara, che avrebbe visto un solo partecipante. Quanto al contenuto delle offerte economiche relative alla gara, non si comprende la preoccupazione dell’Amministrazione: se al bando ha partecipato una sola impresa non ci dovrebbe essere pericolo di ricorsi. Se è tutto limpido e trasparente perché non ci fanno vedere le carte?
– Federico Sboarina (ex AN): “Nel 2012 mi sono candidato in opposizione alla rielezione di Tosi perché non ne condividevo la linea politica e di gestione che sta evidenziando tutti i suoi limiti”.

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Archiviato in Amministrazione Tosi, Centri Commerciali, Ex Magazzini Generali

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