Torna il grande annuncio: Siamo nel settembre 2014

AMT e Ati firmano il contratto. I cantieri possono partire nelle prossime settimane in piazza XXV Aprile e nei prossimi mesi alla Genovesa. Finalmente Ati può costruire il nuovo sistema di trasporto pubblico di massa: dal 18 settembre ha 141 giorni per stendere il progetto esecutivo. Poi: ruspe in azione, per tre anni di lavori. Filobus in strada: alla fine del 2017.

Si parla di un costo complessivo di 140 milioni (pochi mesi prima erano 130): 115.620.000 euro per i lavori. L’Iva fa salire l’investimento a 143 milioni, dei quali 85.832.000 finanziati dallo Stato. In particolare:

– 46,3 milioni per opere edili;

– 27,5 per gli impianti per trazione elettrica e sottoservizi;

– 41 per la fornitura di veicoli;

– 836.000 euro per la progettazione esecutiva;

– 822.000 euro per la sicurezza;

– 16 milioni sono per completare il sottopasso davanti a via Città di Nimes;

– 13 milioni sono per il deposito alla Genovesa.

Piazzale XXV Aprile. Il 21 ottobre parte la costruzione dei basamenti dei plinti. Alcuni vengono piantati. Il cantiere però viene bloccato. Occorre bonificare da eventuali ordigni inesplosi l’area di Porta Nuova, bersaglio di molti bombardamenti aerei durante la guerra. Nell’area degli scavi per il parcheggio interrato la bonifica è stata fatta. Ora si procede vicino alla stazione. L’autorizzazione dei militari arriva a metà febbraio (ritardo: un mese e mezzo). I lavori riprenderanno a bonifica terminata: si poseranno i sottoservizi e 19 grossi plinti. Questi e le case lungo il percorso sosterranno i fari per illuminare la piazza e i fili elettrici per la trazione del filobus fuori città.

Negli stessi giorni, nell’area del deposito unico, alla Genovesa, si visionano gli spazi per gli uffici e la direzione dei lavori, per il deposito dei materiali e per altre operazioni preparatorie, al fine di conciliare l’operatività del cantiere e l’attività della cooperativa sociale.

Il grande annuncio dell’assessore Corsi: “Entro fine anno alla Genovesa partono i lavori per il deposito del filobus”. La data stabilita per la posa della prima pietra del sistema a trazione mista elettricità-gasolio a Verona è il 18 dicembre. Ci si augura che non sia un miraggio. Alla Genovesa (area di 105.000 mq, di proprietà comunale) sorgeranno il parcheggio scambiatore, con 5.000 posti auto; i depositi per i mezzi del filobus (37) e degli autobus di ATV, che gestirà il filobus; gli uffici unitari di ATV e AMT; le officine per i mezzi urbani ed extraurbani. Si tratta di oltre 8.000 mq di superficie.

Verranno liberate le aree di via Torbido e di lungadige Galtarossa.

Bertucco smorza gli entusiasmi: “I cantieri alla stazione e alla Genovesa non sono l’inizio del filobus per il semplice fatto che Ati non ha presentato il progetto esecutivo. Tempi ancora lunghi. Quando finirà questa politica degli annunci e si daranno certezze alla città?”.

Alessio Albertini, segretario provinciale PD: “L’Amministrazione ha deciso per il filobus; lo realizzi senza annunci risibili. Siamo pronti a fare la nostra parte. Ma non prendiamoci in giro”.

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