Si parte, finalmente? Ma scherziamo!

I lavori partono nel settembre 2014? Si rinvia.  ATV, che dovrebbe gestire il filobus e che sembrava convinta dell’opera, solleva nuove questioni:
– mancano i parcheggi scambiatori imposti come fondamentali dalla Provincia (vero!).
– i costi di esercizio e di manutenzione sono lievitati di 5 milioni all’anno rispetto alle previsioni iniziali (si sapeva).
– è eccessivo l’impatto sulle strade dei cantieri e delle strutture per i fili elettrici.
– i mezzi sono meno capienti degli attuali autobus doppi, a metano”.
– le corsie preferenziali sono poche.
Bertucco, Burato e Rotta (PD) chiedono al Comune di “dire la verità” e rivolgono al sindaco Tosi e all’assessore Corsi 10 domande sul filobus:
– La realizzazione dei parcheggi scambiatori del sistema filoviario dipende dal traforo a Ca’ di Cozzi e da un centro commerciale a Verona Est, opera di privati. Il tutto da definire e al di là da venire.
– Omologazione del filobus. Per far circolare i mezzi, Corsi punta a una autorizzazione provvisoria, per due anni. Sarà concessa? E dopo i due anni che succederà?
– Senza l’omologazione dei mezzi, che impedirebbe la circolazione, non si profila un danno erariale per aver speso risorse pubbliche senza poterle impiegare per l’uso previsto?
– Cantiere e strutture. Fuori città, si dovranno impiantare, ogni 30 metri, basamenti alti due metri, per due metri di altezza e due di larghezza, per far funzionare i fili elettrici. Impatto molto invasivo.
– E’ vero che i convogli non supereranno i 18 metri; lontano dai 24 metri, come chiede il Comune?
– L’Amministrazione tiene conto dei rilievi di ATV, secondo cui i costi di gestione e manutenzione sono lievitati da 2,75 a 5,75 euro al chilometro, con ipotesi di danno erariale? Che ne pensa ATV?
– Il Ministero dei Trasporti ha vincolato AMT a tempi stringenti per la consegna dei lavori. Come si coniuga ciò con le modifiche in corso d’opera già annunciate per via Pisano e viale Spolverini, a Borgo Venezia?
– Basteranno corsie preferenziali nel 50% del percorso per garantire una velocità sostenuta?
– In una città turistica, di lavoratori e di studenti, va introdotto il biglietto unico integrato.
Andiamo piano con gli annunci trionfali. Il cammino è ancora lungo”.

Assessore Corsi: “L’impatto di un mezzo di trasporto pubblico di questa portata è inevitabile, ma è inferiore alla voragine di un metro e mezzo, profonda 4, per l’impianto delle rotaie della tranvia.

I mezzi di 18 metri sono meno capienti degli autobus doppi? Partiamo con mezzi di 18 metri, ma abbiamo chiesto anche mezzi di 24 metri. Aspettiamo che la legge italiana lo consenta.

Una commissione tecnica, che coinvolge anche il Ministero, ha il compito di omologare i mezzi.

Non sono possibili ipotesi di danno erariale. La tranvia avrebbe creato danno erariale, perché non sostenibile economicamente.

L’Amministrazione ha tenuto conto dei rilievi di ATV sui costi di gestione? ATV gestirà e farà circolare 40 nuovi filobus, traendone grossi vantaggi; ha già sottoscritto un atto formale con AMT per gestire il sistema di trasporto.

Modifiche al tracciato in corso d’opera? Nei mille giorni dei lavori, il Comune ha tutto il tempo per apportarle. Il discorso vale anche per le corsie preferenziali dedicate alla filovia. Lavoriamo per portarle al 60% del percorso. Di più, in una città come Verona, non si può.

Vogliamo coniugare le esigenze del trasporto pubblico e di quello privato.

Il biglietto integrato treno-autobus-filobus non dipende da Verona, ma da Regione e Governo.

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