Fine marzo: Vertice convocato dal sindaco Tosi

Comune, Provincia, AMT e ATV, davanti al sindaco Tosi si ricompattano e fanno quadrato intorno al filobus. I tanti nodi vengono demandati al nuovo Pef .

Dolce aprile

Il Ministero dei Trasporti approva il filobus: il progetto può proseguire il suo iter. Il contributo dello Stato sarà di una settantina di milioni sui circa 120 previsti. A Verona si teme l’aumento dei costi (11 milioni) in seguito ai cambiamenti del percorso. Si apre la fase (due mesi) delle osservazioni e controdeduzioni.

Gli uffici comunali mettono a punto la variante urbanistica. Il Consiglio comunale voterà prima dell’estate 2014 (?).

Sindaco Tosi: “Molti esponenti del Centro Sinistra hanno lavorato contro la città. Ora sono serviti”.

Assessore Corsi: “Traguardo importante. I lavori inizieranno entro l’estate, a stralci, a partire da piazza XXV Aprile e poi dalla Genovesa, per il deposito mezzi. Seguirà il tratto da Verona Sud alla Fiera. Le modifiche in Borgo Venezia (vie Pisano e Spolverini) saranno nel progetto esecutivo. I lavori devono partire: se le avessimo inserite in questa delibera ci saremmo fermati per mesi per i pareri delle Conferenze dei servizi. Verona avrà un prototipo studiato per noi”.

Il filobus farà percorrere 512.000 chilometri in meno ai bus extraurbani, con la possibilità per chi arriva da fuori di fermarsi ai parcheggi scambiatori e di utilizzare il nuovo mezzo.

Viva! Viva! Corsi e Zaninelli rassicurano sulla sostenibilità economica dell’opera.

La realtà è diversa. Nella Commissione consiliare emerge che:

– i finanziamenti regionali arriveranno, se arriveranno, a filobus circolante;

– il deposito unico alla Genovesa è ben visto dal Comune, mal visto dalla Provincia, sopportato da ATV;

– i pareri sul numero dei mezzi “riserva”, in caso di guasti a quelli in circolazione, divergono: per Zaninelli 3 sono pochi; per Voi sono sufficienti e si può rimediare strada facendo.

Bertucco: “Nel mondo non circola nessun veicolo come il filobus di Verona. E’ un rischio”.

Corsi: “Il modello viene studiato per la nostra città. Ce ne sono di simili a Rimini e Pescara”. Bertucco smentisce e ribadisce il rischio.

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