Scontro tra visioni e nulla di fatto, eccetto il danno

Maggio 2010. Le palazzine sulla collina, al grezzo, sono quasi concluse. Saranno pronte tra un anno.

Quinzano non si arrende: torna alla carica contro l’osteggiata lottizzazione: “uno stravolgimento per il nostro antico borgo”. Mario Toffaletti e alcuni residenti finanziano studi e azioni legali, con due avvocati (Claudio Carli e Paolo Tebaldi) che approfondiscono il caso e decidono le azioni da intraprendere. L’urbanista Massimo Gronich mette sotto accusa altezze e superfici non rispettate. Emergono irregolarità e discrepanze tra il progetto e la realizzazione delle case. L’edificazione sarebbe estesa su 4.000 mq anziché sui 2.000 approvata nei piani di costruzione.

E’ scontro tra ambientalisti e assessore Pozzerle:

Mario Spezia (ambientalista): “Pozzerle approvò quanto disse nel 2005 Giorgio Zanoni, dirigente del Comune: ipotizzando un flusso di 10 auto all’ora, non c’era bisogno di nuove strade”.

Pozzerle replica: “Contro il piano del Monsel, partito con la Giunta Sironi, è stato fatto il possibile. La giunta Zanotto inserì l’area nel PAT come non edificabile. Ma nel 2005 il TAR ha annullato il decreto e la proprietà, visto che il Comune non approvava la lottizzazione, ha chiesto la nomina di un commissario ad acta. La Regione acconsentì. Il commissario approvò la lottizzazione nel dicembre 2005, con decreto”.

Spezia: “Il via libera fu del settore traffico del Comune che non ha ravvisato problemi viabilistici legati al nuovo complesso residenziale. Se si fosse dimostrato che la viabilità esistente non era in grado di reggere il nuovo insediamento, tutto si sarebbe bloccato”.

Aprile 2012

Da un anno e mezzo non si vedono operai al lavoro né mezzi in movimento: cantiere incompiuto, in abbandono, con transenne, reti, una gru montata e qualche impalcatura. E’ sparito il cartello con i nomi dei responsabili dei lavori. E’ un villaggio fantasma, vuoto a tempo indeterminato: si staglia grigio contro la collina, con finestre nere e porte prive di infissi. Non c’è un recapito cui rivolgersi.

Da circa 4 anni i lavori sono fermi, al grezzo. Perché? Si dice che alcune fatture non sono state pagate. Si ipotizza che manchino i fondi per terminare l’opera e gli acquirenti per quelle prestigiose abitazioni. L’operazione è passata di mano due volte. La società oggi responsabile non è veronese.

Qualcuno oggi ricorda “Borgo degli Ulivi”? Doveva essere un lussuoso complesso residenziale in località Monsel. caratterizzato dalle più moderne tecniche costruttive”.

Un fatto resta: si è rovinato un luogo ameno della nostra collina.

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